CBRE: investimenti immobiliari commerciali nel 2018 in flessione del 22% rispetto all’anno precedente

Nel 2018 gli investimenti nel settore immobiliare in Italia, pari a 8,856 miliardi, sono scesi del 22% rispetto al 2017, anno record per il comparto con oltre 11 miliardi investiti.
È quanto indicato in un report da CBRE (grande società commerciale al internazionale di servizi e di investimenti nel Real Estate), che annovera tra le cause della contrazione il clima di incertezza politica che ha accompagnato il Paese per buona parte dell’anno.

L’impennata dello spread ha avuto infatti evidenti ripercussioni nell’erogazione dei crediti che hanno a loro volta ritardato e bloccato alcune operazioni.
Le discussioni tra Roma e Bruxelles riguardanti la legge di bilancio avevano inoltre innescato un cambio delle aspettative per gli operatori esteri che ad oggi risultano ancora il motore di tale settore in Italia.

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Mercato immobiliare: le province restano in crisi, mentre alcune metropoli chiudono il 2018 in ripresa

Per quanto riguarda i prezzi richiesti, il mercato immobiliare italiano viaggia a due velocità: da un lato le grandi città in un buono stato di salute che si traduce in prezzi tornati a salire, dall’altro le province ancora in sofferenza, soprattutto sul fronte della domanda.
Lo scenario è confermato dai dati dell’ultimo Osservatorio di Immobiliare.it sul mercato residenziale in Italia nel 2018.

Roma non segue ancora il trend di ripresa delle grandi città e, in un anno, i prezzi richiesti nella Capitale sono scesi ancora dell1,8%.

Se – a livello nazionale – dicembre si è concluso con un calo dei prezzi dello 0,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, le città con più di 250.000 abitanti vedono crescere le cifre richieste per le abitazioni dello 0,4%, contro una perdita di oltre l’1% per i centri più piccoli.

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ISTAT: in decremento il numero di nuove abitazioni nel II trimestre 2018, con lieve incremento delle superfici

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Nel secondo trimestre del 2018 si stima che i permessi di costruire relativi al comparto residenziale registrino, al netto della stagionalità, una diminuzione congiunturale del 2,0% per il numero di abitazioni e un lieve incremento per la superficie utile abitabile (+0,4%).

La superficie in fabbricati non residenziali cala in misura rilevante (-18,6%), confrontandosi tuttavia con il livello destagionalizzato particolarmente elevato raggiunto nel primo trimestre dello scorso anno.

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ISTAT: nuova flessione congiunturale dei prezzi nel III trimestre 2018, con dinamiche differenti per le abitazioni nuove

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Secondo le stime preliminari, nel terzo trimestre 2018 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie per fini abitativi o per investimento, diminuisce dello 0,8% sia rispetto al trimestre precedente, sia nei confronti dello stesso periodo del 2017 (era -0,4% nel secondo trimestre 2018).

La flessione tendenziale dell’IPAB è da attribuire unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, che registrano una variazione negativa pari a -1,3% (era -0,8% nel trimestre precedente).
I prezzi delle abitazioni nuove, invece, accelerano su base tendenziale passando dal +1,2% del secondo trimestre del 2018 al +1,4% del terzo trimestre.

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OMI: alcuni interessanti spunti dai “Quaderni dell’Osservatorio” 2018

Il numero di quest’anno dei Quaderni dell’Agenzia delle Entrate affronta diversi temi, pubblicando una serie di ricerche e analisi svolte all’interno della Direzione centrale Servizi estimativi e Osservatorio del mercato immobiliare.

Il quadro generale del periodo 2000-2017:

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È ampiamente conosciuto il trend che ha caratterizzato il mercato residenziale, dalla metà degli anni ’90 del primo millennio a tutti gli anni duemila.
Il periodo considerato mostra una forte crescita del numero di case acquistate nel decennio 1996-2006 (dal 2000 al 2006 sono state quasi 5,4 milioni le abitazioni compravendute), seguita da un’altrettanta forte caduta del numero di acquisti (tra il 2007 e il 2013 si sono avute circa 1,4 milioni di compravendite in meno rispetto al periodo di crescita).
Dal 2014 si assiste ad una ripresa delle compravendite.
L’andamento descritto è ben rappresentato dal grafico precedentemente rappresentato.

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NOMISMA: numero di compravendite immobiliari in moderata crescita nel 2018 e prezzi ancora in leggera diminuzione

La fine dell’anno è il momento dei bilanci, anche per il mercato immobiliare. In questo ultimo ritaglio di 2018, a tirare le fila dell’anno che sta per chiudersi è il terzo Osservatorio Immobiliare di Nomisma, con i dati delle 13 maggiori città italiane.

Nelle previsioni di chiusura dell’anno con il +5,6% di compravendite e 572.752 passaggi di proprietà, due sono le evidenze emerse dall’analisi:
– La prima è l’indebolirsi della crescita del mercato, quella che lo scorso anno aveva fatto rilevare numeri incoraggianti, i più importanti dall’inizio della ripresa nel 2015. Un rallentamento dovuto in parte alla instabile situazione economica e politica del Paese, in parte alla stretta praticata dalle banche sulle condizioni di accesso al credito;
– L’altra evidenza è l’ennesimo ribasso dei prezzi, in contrasto rispetto a quanto effettivamente previsto per il 2018, di una ripresa che di fatto non c’è stata, o quantomeno non ha riguardato tutte le città. Un calo più contenuto rispetto allo scorso anno, pari allo 0,9%, con l’eccezione soprattutto di Milano.

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