NOMISMA: diminuisce il numero di famiglie che vive in casa di proprietà, aumenta la propensione per la locazione e l’investimento

“Le difficoltà di accesso al mercato dell’acquisto, per le fasce più colpite dalla crisi, ha determinato un passaggio della domanda verso la locazione”, si legge nel report presentato ieri da Nomisma con l’Osservatorio sul Mercato Immobiliare.

Nel 2010, il 77,8% dei nuclei italiani viveva in case di proprietà, il 15,9% in affitto.
Oggi i proprietari si sono ridotti al 70,3%, a causa delle minori risorse per acquistare (9,2 milioni di famiglie non riescono ad accedere al mutuo, con uno stipendio che non supera i 1.200 Euro al mese) e della convenienza in termini di spese per tasse e manutenzione.
È bene tenere in considerazione, comunque, che per le nuove generazioni questa decisione si avvicina a un’idea di casa “come servizio in una logica di flessibilità dei progetti di vita”.

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NOTARIATO: le statistiche sul Mercato immobiliare del 2017

II-semestre-2018---numero-compravendite-per-100.000-abitantiIl rapporto dei dati statistici dell’attività notarile rilevati dal Settore Informatico del Consiglio Nazionale del Notariato, è arrivato alla terza pubblicazione.
Si tratta dei dati relativi all’attività notarile svolta dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017.

Il primato relativo alla densità di compravendite per abitanti passa alla Valle d’Aosta (che è arrivata a toccare nel II semestre la quota record di 1.309 compravendite per 100.000 abitanti) seguita dalla Liguria e dal Friuli Venezia Giulia.
Unica Regione ad aver avuto un calo di compravendite tra il I e il II semestre è la Campania con un -2,34%.

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EUROSTAT: prezzi delle case in aumento, ma non in Italia

Prezzi case Eurostat 2018

Nel primo trimestre dell’anno, i prezzi delle case nella zona Euro sono aumentati del 4,5% e nella Ue del 4,7%, rispetto all’anno precedente.
Lo indica Eurostat, l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea.

Rispetto al quarto trimestre 2017, l’aumento e’ stato rispettivamente dello 0,6% e dello 0,7%.
In Italia e in Svezia c’e’ stato un calo dello 0,4% rispetto all’anno precedente (in Finlandia -0,1%).
Aumenti piu’ alti in Lettonia (+13,7%), Slovenia (+13,4%), Irlanda (+12,3%) e Portogallo (+12,2%).

Rispetto al quarto trimestre 2017 tassi di aumento piu’ marcati in Lettonia (+7,5%), Ungheria e Slovenia (+4,4%), Portogallo (+3,7%); cali significativi a Malta (-4,7%), Cipro (-1,8%) e Svezia (-0,8%).
In Italia -0,1%, unico segno negativo nel panorama europeo.

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Richieste dei venditori in leggera risalita solo nei grandi centri: +0,4% nel primo semestre 2018

Secondo l’Osservatorio di Immobiliare.it, i primi sei mesi del 2018 non lasciano ancora intravedere segni ufficiali di ripresa per i prezzi del mattone in Italia.
Sul mercato residenziale nel primo semestre dell’anno, i valori degli immobili in vendita risultano in calo, a livello nazionale, dello 0,4%.

Rispetto a dicembre 2017 perdono ancora di più i piccoli centri (-0,8%), mentre la ripresa risulta ormai consolidata nelle grandi città, dove la percentuale di crescita dei prezzi è pari allo 0,4%.

«La ripresa del mattone in Italia è una partita che si gioca su due fronti, uno dei quali è rappresentato proprio dalle nostre metropoli – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it
Nelle principali città italiane il trend tenderà ad essere positivo, grazie a una domanda in costante aumento, a cui risponderanno prezzi sempre in risalita.
L’altro fronte è invece rappresentato dalla riqualificazione del patrimonio immobiliare, ancora molto vecchio e poco ‘attraente’ per i potenziali acquirenti. Questo è vero soprattutto nei centri minori dove mancano le risorse per gli investimenti necessari e dove il calo dei prezzi richiesti non riesce ad arrestarsi».

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ISTAT: prezzi delle abitazioni in leggera diminuzione nel I trimestre 2018, ad eccezione delle nuove case

Indice-dei-prezzi-abitazioni-dal-primo-trimestre-2013-al-primo-trimestre-2018
Secondo le stime preliminari, nel primo trimestre 2018 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, diminuisce dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,4% nei confronti dello stesso periodo del 2017 (era -1,2% nel quarto trimestre 2017).

La flessione tendenziale dell’IPAB è da attribuire esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, che manifestano una variazione negativa pari a -0,8% (in attenuazione da -1,5% del trimestre precedente).
I prezzi delle abitazioni nuove, invece, accelerano su base tendenziale, passando dal +0,2% del quarto trimestre del 2017 al +1,3% del primo trimestre del 2018.

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Investire nel mattone: le “fasi” del mercato immobiliare

Sono essenzialmente 4 le fasi in cui, in sintesi, si potrebbe racchiudere l’andamento del mercato immobiliare dagli anni 90 ad oggi, secondo quanto rilevato da un’indagine di Scenari Immobiliari:


Fase 1 (1993-1999): i prezzi cominciano a scendere e passano da una media di Euro 2.149 al metro quadro ad una media di Euro 1.588, nel giro di un solo anno.
La flessione dei prezzi medi reali rilevata nel periodo di riferimento è stata del 19,2%.


Fase 2 (2000-2007): i prezzi riprendono a salire (crescita del 32,6%) in concomitanza con una ripresa dell’attività di compravendita.


Fase 3(2008-2015): la flessione dei prezzi del 24,1% viene esacerbata dallo scoppio della crisi finanziaria globale, partita dagli USA con lo scandalo subprime e con il fallimento delle saving banks.


Fase 4 (2016-oggi): le attività sono in ripresa e stanno cercando di invertire la tendenza ribassista del post-crisi, facendo scorgere qualche segnale di recupero.
I prezzi continuano a scendere, ma ad un ritmo meno marcato.


Le previsioni per i prossimi mesi:
Cosa bisognerà aspettarsi dal mercato immobiliare nei prossimi mesi?

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