Indagine Tecnoborsa 2018: le famiglie romane e il mercato immobiliare

Dal 2009 il Centro Studi sull’Economia Immobiliare di Tecnoborsa ha iniziato a elaborare un’analisi mirata su un campione rappresentativo di 800 famiglie romane per esaminarne le scelte, gli atteggiamenti e le motivazioni nei confronti del mercato immobiliare, tenendo conto delle compravendite, delle locazioni e dell’accesso ai mutui effettuati nel corso degli anni e con una finestra previsionale.
Si è ritenuto, infatti, che la Capitale – rispetto alle altre grandi città italiane – abbia un andamento immobiliare che meriti un approfondimento specifico.

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Mutui e surroghe: a settembre crescono sia il numero delle richieste (+5,8%) sia l’importo medio (+3,1%)

Andamento-Mutui-e-surroghe-2012-2018

Le interrogazioni registrate nel mese di settembre sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF relative alle richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online), confermano il trend in ripresa, facendo segnare un +5,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

L’importo medio dei mutui richiesti:
Un altro dato rilevante che emerge dalla rilevazione di settembre è rappresentato dalla crescita dell’importo medio richiesto, che si è attestato a 127.359 Euro, con un +3,1% rispetto al corrispondente mese del 2017, confermando la ripresa in atto nell’ultimo trimestre dell’anno, dopo i primi 6 mesi sostanzialmente piatti.

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ISTAT – II trimestre 2018: l’andamento dei prezzi nelle città di Roma, Milano e Torino

ISTAT---INDICI-DEI-PREZZI-DELLE-ABITAZIONI-PER-ALCUNI-GRANDI-COMUNI
Con il 2018 l’Istat ha avviato la pubblicazione dell’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) per tre grandi Comuni, ovvero Roma, Milano e Torino.

Nel secondo trimestre dell’anno 2018, Roma manifesta la flessione su base tendenziale dei prezzi più marcata, pari al -2,6%, (da -1,2% del trimestre precedente).
Per Torino il calo dei prezzi è lieve e pari a -0,1% (da -0,3% del trimestre precedente) mentre per Milano si rileva un aumento dei prezzi del 2,2% (da +1,3% del primo trimestre 2018) attribuibile peraltro sia ai prezzi delle abitazioni nuove (+0,8%) sia di quelle esistenti (+2,7%).

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ISTAT – prezzi delle abitazioni nel II trimestre 2018: +0,8% sul trimestre precedente, lieve flessione rispetto al 2017

INDICI-DEI-PREZZI-DELLE-ABITAZIONI-(IPAB)-I-trimestre-2010---II-trimestre-2018
Secondo le stime preliminari, nel secondo trimestre 2018 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, aumenta dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e diminuisce dello 0,2% nei confronti dello stesso periodo del 2017 (era -0,5% nel primo trimestre 2018).

La lieve flessione tendenziale dell’IPAB è da attribuire esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, che registrano una variazione negativa pari a -0,7%, in attenuazione dal -1,0% del trimestre precedente.
I prezzi delle abitazioni nuove, invece, accelerano su base tendenziale passando dal +1,0% del primo trimestre del 2018 al +1,6% del secondo trimestre del 2018.

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Prezzi: i piani alti costano il 23% in più rispetto alla media

Abitare ai piani alti ha il suo prezzo, soprattutto nelle grandi città.
Sarà perchè questo tipo di casa è generalmente più ambita, perché ritenuta più sicura, silenziosa e luminosa, fatto sta che si deve mettere in conto una spesa più elevata del 23% rispetto alla media.

È quanto emerge da un’analisi di Immobiliare.it, che ha studiato i costi delle abitazioni residenziali in base al piano in cui si trovano.
Al contrario, chi si accontenta di non salire oltre il primo livello dell’edificio può risparmiare approssimativamente il 10% sul prezzo medio di vendita della città.

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Mutui e surroghe: agosto conferma l’aumento delle richieste (+4,6%) e dell’importo medio (+2,5%)

Andamento-Mutui-e-Surroghe-2010-2018

Le interrogazioni registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF relative alla richiesta di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane in agosto, segnano una crescita rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (+4,6%).

Un altro dato che caratterizza positivamente il mese di agosto è rappresentato dal consolidamento del trend di crescita dell’importo medio richiesto, che si è attestato a 127.547 Euro (+2,5% rispetto al corrispondente mese del 2017).

Nel periodo di osservazione, il numero maggiore di richieste si concentra ancora nella fascia di importo compreso tra 100.001 e 150.000 Euro, con il 29,7% del totale, in crescita di +0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2017.

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