ISTAT: lieve flessione congiunturale del numero delle compravendite nel III trimestre 2018; meglio il centro Italia

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Nel terzo trimestre 2018 le convenzioni notarili di compravendita e le altre convenzioni relative ad atti traslativi a titolo oneroso per unità immobiliari (175.102), diminuiscono dello 0,8% rispetto al trimestre precedente (-0,2% il settore abitativo e -10,9% l’economico).

Il settore abitativo segna variazioni congiunturali positive al Centro (+0,9%), nel Nord-est (+0,8%) e nelle Isole (+0,6%). Negative nel Nord-ovest (-1,2%) e al Sud (-1,1%).
Per il comparto economico si registrano flessioni marcate nel Nord-ovest (-21,8%) e nel Nord-est (-11,6%), meno ampie nelle Isole (-6,1%) e al Sud (-3,4%) e segnali espansivi al Centro (+2,3%).

Su base annua le transazioni immobiliari aumentano complessivamente dell1,6%. La crescita riguarda il comparto dell’abitativo (+3,9%) mentre l’economico registra un calo del 27,1%.

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MUTUI: a gennaio 2019 diminuiscono le richieste, ma cresce l’importo medio

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Il 2019 si apre con il rallentamento delle richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane, registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF, con un calo complessivo del -6,4% rispetto al mese di gennaio 2018.

Il dato relativo al primo mese dell’anno dà continuità alla flessione complessivamente rilevata nel 2018 (-0,6%), ascrivibile primariamente al ridimensionamento dei mutui di sostituzione.

A mitigare la performance negativa delle richieste si segnala la crescita dell’importo medio, che fa segnare un +1,9% per attestarsi a 128.124 Euro.

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ISTAT: più del 92% del patrimonio residenziale italiano è detenuto dalle famiglie

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Continua a crescere la quota del patrimonio residenziale detenuto dalle Famiglie, che nel 2017 rappresenta più del 92% del valore residenziale complessivo, di cui 81% relativo alle unità residenziali utilizzate come abitazione principale o seconde case e 11% costituito da unità detenute dalle famiglie prevalentemente a scopo di investimento e di attività di locazione.

La discesa dei prezzi sul mercato immobiliare residenziale, che prosegue dal 2012, ha indotto una ulteriore contrazione del valore della ricchezza abitativa (-1,4% in media annua nel periodo 2011-2017).
Tale dinamica risulta tuttavia in rallentamento: -0,8% nel 2017, da -1,3% nel 2016.

Negli ultimi due anni si osserva una leggera ripresa del valore dello stock di beni durevoli delle Famiglie, dopo la contrazione registrata nel triennio precedente.

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EUROSTAT: crescita tendenziale dei prezzi delle case in Europa nel III trimestre del 2018, tranne in Italia (-0,8%) e Svezia

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I prezzi delle abitazioni, misurati dall’indice dei prezzi delle abitazioni, sono aumentati del 4,3% nell’area dell’Euro e nell’UE nel terzo trimestre del 2018, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Queste cifre provengono da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea.

Rispetto al secondo trimestre del 2018, i prezzi delle case sono aumentati dell’1,6% nell’area dell’Euro e dell’1,5% nell’UE, nel terzo trimestre del 2018.

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Investimenti 2019: solo i prodotti finanziari battono il mattone nelle intenzioni degli italiani

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Circa un italiano su due non prevede di effettuare investimenti, di qualsiasi tipologia, nel corso del 2019. Tra chi è interessato a farlo, il 10% si orienterà sui beni immobiliari.

È quanto reso noto pochi giorni fa dall’osservatorio mensile di Findomestic, realizzato in collaborazione con Doxa, sugli investimenti degli italiani.

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CBRE: investimenti immobiliari commerciali nel 2018 in flessione del 22% rispetto all’anno precedente

Nel 2018 gli investimenti nel settore immobiliare in Italia, pari a 8,856 miliardi, sono scesi del 22% rispetto al 2017, anno record per il comparto con oltre 11 miliardi investiti.
È quanto indicato in un report da CBRE (grande società commerciale al internazionale di servizi e di investimenti nel Real Estate), che annovera tra le cause della contrazione il clima di incertezza politica che ha accompagnato il Paese per buona parte dell’anno.

L’impennata dello spread ha avuto infatti evidenti ripercussioni nell’erogazione dei crediti che hanno a loro volta ritardato e bloccato alcune operazioni.
Le discussioni tra Roma e Bruxelles riguardanti la legge di bilancio avevano inoltre innescato un cambio delle aspettative per gli operatori esteri che ad oggi risultano ancora il motore di tale settore in Italia.

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