EUROSTAT: prezzi in aumento in Europa nel II trimestre del 2019, con l’unica eccezione dell’Italia

Eurostat - prezzi delle Casa in Europa nel secondo trimestre 2019
I prezzi delle case sono aumentati del 4,2% nel secondo trimestre del 2019 rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, sia nell’area dell’Euro che nell’Unione Europea, mentre sono diminuiti in Italia (-0,2%).
Queste cifre provengono da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea.

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Rispetto al primo trimestre del 2019, invece, i prezzi delle case sono aumentati dell’1,7% nell’area dell’Euro e dell’1,6% nell’UE.

Tra gli Stati membri per i quali sono disponibili i dati, i maggiori aumenti annuali dei prezzi delle case sono stati registrati in Ungheria (+14,0%), Lussemburgo (+11,4%), Croazia (+10,4%) e Portogallo (+10,1%)..

Rispetto al trimestre precedente, gli aumenti più alti sono stati registrati in Lettonia (+5,6%), Lussemburgo (+5,1%) e Cipro (+4,2%).


Fonte: Eurostat – 7 ottobre 2019

USA : torna il rischio derivante dai mutui subprime?

Nel primo trimestre del 2018, le emissioni di titoli derivati garantiti dai mutui ad alto rischio di categoria subprime, negli Stati Uniti, sono raddoppiate su base annuale, rievocando così il fenomeno alla base della grande crisi finanziaria di dieci anni fa.
Lo riferiva nel 2018 il Financial Times.

Le transazioni di subprime mortgage-backed securities (titoli obbligazionari rivenienti da operazioni di cartolarizzazione (securitization) di prestiti ipotecari) completate nei primi tre mesi del 2018, ammontavano a 1,3 miliardi di dollari contro i 666 milioni registrati nel primo trimestre 2017.

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Standard & Poor’s: in Italia la stagnazione economica prolungherà la contrazione dei prezzi delle case

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Come anticipato nell’articolo precedente, secondo gli esperti dell’agenzia di rating Standard & Poor’s i prezzi delle case in Italia si contrarranno ulteriormente dello 0,9% quest’anno e dello 0,4% nel 2020.
Questo a causa della stagnazione economica che fa presagire prospettive di crescita dell’occupazione e del reddito non positive.

Ciononostante, metriche di accessibilità economica favorevoli e bassi costi di indebitamento garantiranno che la domanda regga nelle regioni economiche più dinamiche e che il calo complessivo dei prezzi delle abitazioni rimanga quindi moderato.

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Standard & Poor’s: mercato immobiliare europeo in rallentamento, con l’Italia maglia nera

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Il mercato immobiliare residenziale del Vecchio Continente scricchiola con i prezzi delle case che iniziano a perdere colpi.
La conferma arriva dall‘agenzia Standard & Poor’s, che attribuisce all’Italia la maglia nera tra i dieci mercati immobiliari europei messi sotto la lente.

Secondo gli esperti dell’agenzia di rating, in Europa “i prezzi delle case nel prossimo biennio continueranno a crescere seppure a un passo più lento di quello tenuto fino ad ora”.

L’Italia, invece, “sarà il solo mercato a sperimentare un calo dei prezzi quest’anno e nel 2020, con cali rispettivamente dello 0,9% e dello 0,4%”.
Con il segno più che dovrebbe tornare solo dal 2021.

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ISTAT – indici relativi alla produzione nelle costruzioni: +0,8% su base annua, +0,1% congiunturale a luglio 2019

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A luglio 2019 si stima un contenuto incremento congiunturale (+0,1%) della produzione nelle costruzioni, risultato in linea con quanto rilevato a giugno 2019 (+0,1%).
Nella media del trimestre maggio-luglio, la produzione nelle costruzioni segna una contrazione del 2,3% rispetto al trimestre precedente.

Su base annua, l’indice corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 23, contro i 22 di luglio 2018) e l’indice grezzo aumentano a luglio 2019, rispettivamente, dello 0,8% e del 4,3%.

Nel confronto con i primi sette mesi del 2018, l’indice della produzione nelle costruzioni mostra un aumento tendenziale del 3,2%.

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BLOOMBERG: i Paesi più a rischio di “bolla immobiliare”

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In un recente articolo di “Bloomberg Economics” si è cercato di redigere la mappa delle possibili bolle immobiliari nel mondo.

A tale scopo – la famosa multinazionale operativa nel settore dei mass media, di riferimento per l’analisi finanziaria – ha analizzato il rapporto tra prezzi immobiliari e redditi percepiti, i prezzi corretti attraverso l’inflazione ed il livello di prestiti alle famiglie dei singoli Paesi.

Ne risulta che il Canada e la Nuova Zelanda sono le economie più vulnerabili a una correzione dei prezzi delle case, con Australia e Regno Unito che destano una certsa preoccupazione.

In Italia tutti i parametri sono in calo: il rapporto tra prezzi e redditi è il 92,5%, rispetto al livello del 2015 (-7,5 punti percentuali), i prezzi delle case sono scesi del 4,5% e la quota di Pil rappresentata dai prestiti alle famiglie – che pure sono in aumento – è il 40,3%, con un calo quindi del 59,7% rispetto al 2015.

L’Italia, inoltre, è il solo Paese con tutti i parametri considerati in diminuzione.
In una situazione simile, ma con almeno una grandezza in aumento rispetto al 2015, si trovano Finlandia, Germania, Grecia, Giappone e Corea.

Fonte: Bloomberg Economics – 13 luglio 2019