Il frazionamento: un’interessante possibilità per l’investimento immobiliare

Frazionamento-immobiliare
Frazionare è la nuova frontiera dell’investimento immobiliare.
Sempre più persone considerano la possibilità di acquistare appartamenti grandi, ricavando il proprio appartamento ed uno o due piccoli appartamenti da affittare con locazioni brevi.

Le abitazioni di grandi dimensioni, infatti, costano in proporzione meno rispetto agli ambìti monolocali e bilocali.
Quindi anche se si fraziona per vendere subito, in genere si ottiene una buona plusvalenza, considerando però che nella logica della speculazione bisogna calcolare una tassa del 20% su tale incremento, se si vende prima dei 5 anni.

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Aste giudiziarie immobiliari: aumentano le ricerche, ma non decollano le vendite

Aste-immobiliari
Nonostante gli anni peggiori dell’ultima crisi economica siano stati archiviati, quello delle aste immobiliari è un mercato che racconta ancora la difficoltà che ha vissuto il nostro Paese: in cinque anni infatti l’offerta è cresciuta del 23%.

Ma cosa è successo alla domanda?
Secondo un’analisi di Immobiliare.it, primo portale di annunci immobiliari in Italia, le ricerche di immobili all’asta sono raddoppiate negli ultimi cinque anni ma stentano a tradursi in compravendite effettive, lasciando così quello delle aste un mercato dalle opportunità mancate.

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ISTAT – prezzi delle abitazioni nel II trimestre 2018: +0,8% sul trimestre precedente, lieve flessione rispetto al 2017

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Secondo le stime preliminari, nel secondo trimestre 2018 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, aumenta dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e diminuisce dello 0,2% nei confronti dello stesso periodo del 2017 (era -0,5% nel primo trimestre 2018).

La lieve flessione tendenziale dell’IPAB è da attribuire esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, che registrano una variazione negativa pari a -0,7%, in attenuazione dal -1,0% del trimestre precedente.
I prezzi delle abitazioni nuove, invece, accelerano su base tendenziale passando dal +1,0% del primo trimestre del 2018 al +1,6% del secondo trimestre del 2018.

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OMI: aumentano le compravendite nel II trimestre del 2018, con l’unica eccezione di Roma

OMI-statistiche---II-trimestre-2018

Nel secondo trimestre del 2018 si conferma il rialzo degli scambi di abitazioni.
A confermarlo sono le ultime statistiche elaborate dall’Osservatorio del Mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, nella nota sul controllo statistico sul mercato immobiliare residenziale.

Nel complesso emerge che, anche in questo trimestre, le compravendite di abitazioni aumentano rispetto allo stesso trimestre del 2017, proseguendo una crescita che non si arresta dal 2014 e registrando un’accelerazione rispetto al tasso, pur positivo, del trimestre precedente.
Tutte le aree territoriali mostrano un saldo positivo più o meno marcato, comprese le principali città, con l’unica eccezione rappresentata da Roma (-0,8%).

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CASA: un acquisto su 6 è per investimento

Comprare un’abitazione per trarne un reddito.
In Italia, secondo le ultime rilevazioni, accade sempre più spesso.
E a confermarlo c’è un’analisi dell’Osservatorio Nomisma, secondo cui nelle grandi città un acquisto di immobile su sei (poco più del 15% del totale) è motivato dalla prospettiva di cercare inquilini.

A guidare questo trend sono le città d’arte: a Venezia su 100 acquisti ben 36 vengono effettuati con l’obiettivo di affittare l’abitazione, a Firenze invece questo accade nel 22,9% dei casi.
A seguire Milano col 18%, mentre Roma è sotto media con il 10%.

La casa, dunque, torna a essere un bene rifugio come è avvenuto per molti anni.

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NOMISMA: diminuisce il numero di famiglie che vive in casa di proprietà, aumenta la propensione per la locazione e l’investimento

“Le difficoltà di accesso al mercato dell’acquisto, per le fasce più colpite dalla crisi, ha determinato un passaggio della domanda verso la locazione”, si legge nel report presentato ieri da Nomisma con l’Osservatorio sul Mercato Immobiliare.

Nel 2010, il 77,8% dei nuclei italiani viveva in case di proprietà, il 15,9% in affitto.
Oggi i proprietari si sono ridotti al 70,3%, a causa delle minori risorse per acquistare (9,2 milioni di famiglie non riescono ad accedere al mutuo, con uno stipendio che non supera i 1.200 Euro al mese) e della convenienza in termini di spese per tasse e manutenzione.
È bene tenere in considerazione, comunque, che per le nuove generazioni questa decisione si avvicina a un’idea di casa “come servizio in una logica di flessibilità dei progetti di vita”.

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