Standard & Poor’s: crescita zero dei prezzi delle case nel prossimo biennio

Un recentissimo sondaggio sul mercato immobiliare italiano, realizzato da S&P Global Ratings, spiega che il prossimo biennio i prezzi delle case non cresceranno e le transazioni rallenteranno.
Colpevole di tutto questo è la debolezza dell’economia italiana.

Il rapporto sottolinea anche come in molti Paesi europei il mercato immobiliare residenziale continuerà a crescere nel corso dell’anno, complici i tassi ancora molto favorevoli e la ripresa economica.
Cosa che non accade in Italia a causa delle incertezze sia politiche che economiche.

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ISTAT: mercato immobiliare in aumento, con progressivo rallentamento della crescita nel II trimestre 2017

Nel II trimestre 2017 le convenzioni notarili di compravendita per unità immobiliari (199.941) crescono dell’1,5% rispetto al trimestre precedente.
È il comparto economico a crescere di più (+2,4%), seguito dall’abitativo (+1,4%) mentre il settore degli immobili ad uso speciale e multiproprietà segna una variazione negativa (-5,4%).

Per il complesso delle compravendite immobiliari le variazioni congiunturali sono positive su tutto il territorio: Sud +3,3%, Centro +2,1%, Isole +1,3%, Nord-est e Nord-ovest +0,7%.
Lo stesso andamento si rileva per il settore dell’abitativo: Sud +3,2%, Centro +2,2%, Isole +1,5%, Nord-est +0,8 e Nord-ovest + 0,6%.

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Cresce il numero di italiani che ritengono sufficiente il proprio reddito

È stata presentata oggi a Torino l’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2017: “Consapevolezza, fiducia, crescita: le sfide dell’educazione finanziaria”, un progetto del Centro Einaudi e di Intesa Sanpaolo.

Per il secondo anno consecutivo le risposte migliorano.
A differenza del 2016, la ripresa tocca tutte le classi di reddito intervistate: quelle più basse, il ceto medio e le famiglie con un reddito superiore.
Spicca il salto di 10 punti, dall’82 al 92%, della quota di intervistati che nel 2017 è stato finanziariamente indipendente.

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MUTUI: segno positivo nel III trimestre 2017 per le erogazioni “prima casa”

Crescono i mutui erogati per l’acquisto della prima casa nel terzo trimestre 2017 (45,9% contro il 41,3% del secondo trimestre 2017).
Emerge dall’ultima edizione dell’Osservatorio sul mercato dei mutui elaborato da MutuiOnline.it.

Con l’ 83,1% delle sottoscrizioni, il tasso fisso si conferma la forma di mutuo maggiormente erogata, mentre i mutui erogati a tasso variabile si attestano al 14,7%.
Per quanto riguarda la durata, la maggioranza dei mutui erogati è a 20 anni (30,7%) per un importo medio pari a 124.067 Euro.

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ISTAT: compravendite in crescita nel I trimestre 2017

Nel I trimestre 2017 le convenzioni notarili di compravendita per unità immobiliari (169.527) crescono del 6,5% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

La crescita tendenziale delle transazioni immobiliari è pari al 6,5% per le unità ad uso abitativo, al 5,5% per i trasferimenti ad uso economico e all’11,4% per quelli ad uso speciale e multiproprietà.

Il 93,8% delle convenzioni stipulate riguarda trasferimenti di proprietà di immobili ad uso abitativo ed accessori (159.024), il 5,6% quelli ad uso economico (9.534) e lo 0,6% quelli ad uso speciale e multiproprietà (969).

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Nomisma: prezzi degli immobili in ripresa solo nel 2019

Ottimismo ma con il freno a mano tirato da parte di Nomisma nel valutare i positivi dati del mattone italiano nel 2016 e nell’azzardare ipotesi per il 2017.

E’ vero infatti che lo scorso anno si è chiuso con compravendite residenziali in netta crescita e con investimenti immobiliari nel settore corporate per 9,1 miliardi, pari al 3.6% del totale europeo, ma ciò non toglie che “la ripresa in atto presenti tratti di fragilità”, si legge nel primo Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2017 di Nomisma presentato oggi a Milano presso Mediobanca.

Quali sono allora le previsioni? E quali i dubbi?
Partendo dal settore casa, dopo le 528.865 transazioni residenziali dello scorso anno, per il 2017 Nomisma prevede che il numero totale salirà a 565.391, per arrivare a quota 584.523 nel 2018 e recuperare finalmente quota 600 mila (616.513 per l’esattezza) l’anno successivo.

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