Immobili in costruzione: nuove regole a tutela degli acquirenti

Notariato

Sono state introdotte nuove tutele a favore degli acquirenti di immobili in costruzione, in vigore a partire dal prossimo 16 marzo, introdotte con il Decreto Legislativo n. 14/2019 “Codice della crisi d’impresa” che ha modificato il dlgs 122/2005, e con il quale si integra e dà piena attuazione alle garanzie già inserite nel 2005.

Con l’occasione il Notariato ha presentato un decalogo sulle nuove tutele per gli acquirenti di immobili in costruzione.
La legge sull’acquisto di immobili da costruire si applica quando il venditore sia un costruttore e cioè un imprenditore (in forma individuale o societario) o una coop edilizia e l’acquirente sia una persona fisica (anche socio di coop edilizia).

Come cambia la tutela per gli acquirenti degli immobili da costruire?
La nuova legge (dlgs n.14/2019) prevede l’obbligo di stipulare il contratto preliminare (mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata) con l’intervento del notaio, al quale impone di verificare ed attestare la correttezza della fideiussione (che deve essere conforme ad un modello ministeriale).
Il notaio non stipulerà l’atto in assenza di fideiussione.

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ROMA: nuovo accordo sui canoni concordati

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Roma ha un nuovo accordo per la determinazione del canone concordato, dopo 15 anni dall’ultimo.
Uno strumento fondamentale sia per rispecchiare i cambiamenti che hanno trasformato la città dal 2004, sia per fare fronte all’emergenza abitativa, e che consente di calmierare il prezzo degli affitti.

L’accordo è stato firmato con la partecipazione dell’Assessore alle Politiche Abitative del Comune di Roma, Rosalia Alba Castiglione, dalle organizzazioni sindacali degli inquilini – Sunia Sicet, Uniat Aps, Unione inquilini, Feder.casa Confsal – e le associazioni della proprietà immobiliare Confedilizia, Uppi, Arpe, Asppi e Appc.

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Deposito del prezzo dal Notaio: istruzioni per l’uso

Il legislatore si è da sempre preoccupato di predisporre una efficace tutela di chi compra la casa: cosı ̀nel 1996 ha previsto la possibilità di trascrivere il preliminare e nel 2005 l’obbligo del costruttore di case “nuove o ristrutturate” di consegnare al promissario acquirente una fideiussione, a garanzia del rischio del suo fallimento nelle more tra il preliminare ed il definitivo.

Con la legge sulla concorrenza entrata in vigore il 29 agosto (legge n. 124/2017, articolo 1, commi 63 e seguenti) ha chiuso il cerchio prevedendo la facoltà dell’acquirente di richiedere il deposito del prezzo al notaio rogante fino ad avvenuta trascrizione del contratto di compravendita.

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DDL Concorrenza: il deposito del prezzo al Notaio

È da poco stata approvata dal Senato la legge annuale per il mercato e la concorrenza, fino ad ora meglio conosciuta come “DDL Concorrenza” (disegno di legge S. 2085-B).
Lo stesso disegno di legge contiene, tra l’altro, il rilevante istituto del cosiddetto “deposito prezzo” da effettuarsi a mani del notaio incaricato di redigere l’atto definitivo di compravendita.

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COMPRAVENDITA: le risposte ai quesiti fiscali più frequenti

Ho acquistato casa, richiedendo l’applicazione della regola del prezzo-valore. L’Agenzia delle Entrate può accertare un valore dell’immobile diverso da quello indicato nell’atto?

La regola del prezzo-valore prevede la tassazione del trasferimento degli immobili sulla base del loro valore catastale, indipendentemente dal corrispettivo effettivamente pattuito e indicato nell’atto.
La sua applicazione limita il potere di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, che non può accertare un maggior valore ai fini dell’imposta di registro. Questa regola è ammessa, però, solo per le cessioni di immobili a uso abitativo (e relative pertinenze) acquistate da persone fisiche che non agiscono nell’esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali.

Quali criteri utilizza l’Agenzia delle Entrate per rettificare il valore dell’immobile acquistato se non è stato richiesto il prezzo-valore?

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Guide: quando si perdono le agevolazioni fiscali per l’acquisto come “prima casa”?

Le agevolazioni ottenute quando si acquista un’abitazione con i benefici “prima casa” possono essere perse e, di conseguenza, si dovranno versare le imposte “risparmiate”, gli interessi e una sanzione del 30% delle imposte stesse.

Questo può accadere se:
• le dichiarazioni previste dalla legge nell’atto di acquisto sono false
• l’abitazione è venduta o donata prima che siano trascorsi 5 anni dalla data di acquisto, a meno che, entro un anno, non si riacquista un altro immobile, anche a titolo gratuito, da adibire in tempi “ragionevoli” a propria abitazione principale.

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