Indagine Fimaa-Confcommercio: compravendite residenziali in aumento del 5% nel 2018 (previste +9% nel 2019), prezzi in calo (-1,4%)

Prezzi-abitazioni-1970-2018
Crescono in media del 5% nel 2018 le compravendite immobiliari residenziali, nelle grandi città, nei capoluoghi di provincia e nei comuni minori italiani, rispetto all’anno precedente.
Ma l’andamento di compravendite e prezzi degli immobili non va ancora di pari passo: il dato medio nazionale segna infatti un calo dei valori dell’1,4%, con ribassi fino al 2,4% se si considerano le città minori (non capoluogo di provincia).

Nello specifico, Roma evidenzia un aumento percentuale tendenziale del 3% nel I trimestre 2018, tempi di vendita medi di 7 mesi ed uno sconto medio del 10% sul prezzo di vendita.

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Mercato immobiliare: le province restano in crisi, mentre alcune metropoli chiudono il 2018 in ripresa

Per quanto riguarda i prezzi richiesti, il mercato immobiliare italiano viaggia a due velocità: da un lato le grandi città in un buono stato di salute che si traduce in prezzi tornati a salire, dall’altro le province ancora in sofferenza, soprattutto sul fronte della domanda.
Lo scenario è confermato dai dati dell’ultimo Osservatorio di Immobiliare.it sul mercato residenziale in Italia nel 2018.

Roma non segue ancora il trend di ripresa delle grandi città e, in un anno, i prezzi richiesti nella Capitale sono scesi ancora dell1,8%.

Se – a livello nazionale – dicembre si è concluso con un calo dei prezzi dello 0,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, le città con più di 250.000 abitanti vedono crescere le cifre richieste per le abitazioni dello 0,4%, contro una perdita di oltre l’1% per i centri più piccoli.

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ISTAT – II trimestre 2018: l’andamento dei prezzi nelle città di Roma, Milano e Torino

ISTAT---INDICI-DEI-PREZZI-DELLE-ABITAZIONI-PER-ALCUNI-GRANDI-COMUNI
Con il 2018 l’Istat ha avviato la pubblicazione dell’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) per tre grandi Comuni, ovvero Roma, Milano e Torino.

Nel secondo trimestre dell’anno 2018, Roma manifesta la flessione su base tendenziale dei prezzi più marcata, pari al -2,6%, (da -1,2% del trimestre precedente).
Per Torino il calo dei prezzi è lieve e pari a -0,1% (da -0,3% del trimestre precedente) mentre per Milano si rileva un aumento dei prezzi del 2,2% (da +1,3% del primo trimestre 2018) attribuibile peraltro sia ai prezzi delle abitazioni nuove (+0,8%) sia di quelle esistenti (+2,7%).

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Richieste dei venditori in leggera risalita solo nei grandi centri: +0,4% nel primo semestre 2018

Secondo l’Osservatorio di Immobiliare.it, i primi sei mesi del 2018 non lasciano ancora intravedere segni ufficiali di ripresa per i prezzi del mattone in Italia.
Sul mercato residenziale nel primo semestre dell’anno, i valori degli immobili in vendita risultano in calo, a livello nazionale, dello 0,4%.

Rispetto a dicembre 2017 perdono ancora di più i piccoli centri (-0,8%), mentre la ripresa risulta ormai consolidata nelle grandi città, dove la percentuale di crescita dei prezzi è pari allo 0,4%.

«La ripresa del mattone in Italia è una partita che si gioca su due fronti, uno dei quali è rappresentato proprio dalle nostre metropoli – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it
Nelle principali città italiane il trend tenderà ad essere positivo, grazie a una domanda in costante aumento, a cui risponderanno prezzi sempre in risalita.
L’altro fronte è invece rappresentato dalla riqualificazione del patrimonio immobiliare, ancora molto vecchio e poco ‘attraente’ per i potenziali acquirenti. Questo è vero soprattutto nei centri minori dove mancano le risorse per gli investimenti necessari e dove il calo dei prezzi richiesti non riesce ad arrestarsi».

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Investire nel mattone: le “fasi” del mercato immobiliare

Sono essenzialmente 4 le fasi in cui, in sintesi, si potrebbe racchiudere l’andamento del mercato immobiliare dagli anni 90 ad oggi, secondo quanto rilevato da un’indagine di Scenari Immobiliari:


Fase 1 (1993-1999): i prezzi cominciano a scendere e passano da una media di Euro 2.149 al metro quadro ad una media di Euro 1.588, nel giro di un solo anno.
La flessione dei prezzi medi reali rilevata nel periodo di riferimento è stata del 19,2%.


Fase 2 (2000-2007): i prezzi riprendono a salire (crescita del 32,6%) in concomitanza con una ripresa dell’attività di compravendita.


Fase 3(2008-2015): la flessione dei prezzi del 24,1% viene esacerbata dallo scoppio della crisi finanziaria globale, partita dagli USA con lo scandalo subprime e con il fallimento delle saving banks.


Fase 4 (2016-oggi): le attività sono in ripresa e stanno cercando di invertire la tendenza ribassista del post-crisi, facendo scorgere qualche segnale di recupero.
I prezzi continuano a scendere, ma ad un ritmo meno marcato.


Le previsioni per i prossimi mesi:
Cosa bisognerà aspettarsi dal mercato immobiliare nei prossimi mesi?

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ROMA: nel 2017 compravendite in aumento (+3.0%), ma ancora in diminuzione i prezzi (-2.79%)

L’Agenzia delle Entrate, attraverso l’Osservatorio del Mercato immobiliare, ha diffuso i dati sul Mercato immobiliare della capitale nel 2017, con le Statistiche regionali relative agli immobili residenziali.

Il mercato immobiliare residenziale della città di Roma conferma il trend positivo, anche se in rallentamento, rilevato nell’inquadramento provinciale.
Con 31.131 NTN (Numero di Transazioni di unità immobiliari “Normalizzate”, ovvero il numero di compravendite avvenute nel corso dell’anno per quota di proprietà), la variazione percentuale di aumento di compravendite nel 2017, rispetto al 2016, è infatti pari a +3,0%.
L’IMI media comunale (Intensità del Mercato Immobiliare, ovvero il rapporto tra il numero delle compravendite (NTN) e lo stock relativo), pari a 2,18%, indica un mercato residenziale ancora poco dinamico, anche se in ripresa.

Contrariamente al numero di compravendite, l’andamento delle quotazioni nel 2017 rispetto al 2016 presenta una generalizzata flessione, con il dato comunale di -2,79% determinato soprattutto dall’andamento negativo economico-finanziario del mercato immobiliare, nonché dal difficile accesso ai crediti bancari.

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