SCENARI IMMOBILIARI: mercato immobiliare a “crescita zero” dei prezzi nel 2019

Il mercato immobiliare italiano non riesce a stare al passo con il ritmo di crescita degli altri Paesi europei. E non lo è stato negli ultimi anni.

È quanto viene anticipato in previsione dell’Osservatorio che Scenari Immobiliari presenterà venerdì prossimo al Forum di Santa Margherita Ligure.
Si parla in generale di rallentamento del mercato immobiliare europeo.

Solo nell’area milanese – recita l’Osservatorio – il mercato immobiliare ha un andamento positivo e allineato alle migliori piazze del continente.
Nel resto del Paese esiste un “deep market” dove il movimento del mercato è sui livelli degli anni di crisi – con piccoli spunti di crescita – e le quotazioni sono in calo costante.

Tra l’altro, in termini di aumenti dei prezzi, Scenari Immobiliari stima per il nostro Paese una crescita zero delle quotazioni immobiliari (+1% la previsione al 2020), dato che va confrontato con il +9,1% della Germania, il +4,9% della Spagna e il 3,5% della Francia.


Fonte: Borse.it – 9 settembre 2019

BANCA D’ITALIA – Mercato delle abitazioni nel II trimestre 2019: prezzi di vendita stabili, tempi ridotti, stesso margine di sconto ed aspettative prudenti

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Secondo i risultati dell’indagine sul mercato delle abitazioni condotta dal 24 giugno al 19 luglio 2019 presso 1.499 agenzie, nel secondo trimestre del 2019 è rimasta ampiamente maggioritaria la quota di operatori che segnalano prezzi di vendita stabili.
Il divario fra prezzi offerti e domandati continua a essere il fattore principale sottostante alla cessazione degli incarichi a vendere.

I giudizi sull’andamento della domanda nel secondo trimestre sono prevalentemente favorevoli: la quota di agenzie che segnalano di aver venduto almeno un’abitazione nel trimestre aprile-giugno è salita.
I tempi di vendita hanno continuato a ridursi; resta tuttavia negativo e si è ampliato il divario fra i giudizi di aumento e di diminuzione dei potenziali acquirenti.

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BLOOMBERG: i Paesi più a rischio di “bolla immobiliare”

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In un recente articolo di “Bloomberg Economics” si è cercato di redigere la mappa delle possibili bolle immobiliari nel mondo.

A tale scopo – la famosa multinazionale operativa nel settore dei mass media, di riferimento per l’analisi finanziaria – ha analizzato il rapporto tra prezzi immobiliari e redditi percepiti, i prezzi corretti attraverso l’inflazione ed il livello di prestiti alle famiglie dei singoli Paesi.

Ne risulta che il Canada e la Nuova Zelanda sono le economie più vulnerabili a una correzione dei prezzi delle case, con Australia e Regno Unito che destano una certsa preoccupazione.

In Italia tutti i parametri sono in calo: il rapporto tra prezzi e redditi è il 92,5%, rispetto al livello del 2015 (-7,5 punti percentuali), i prezzi delle case sono scesi del 4,5% e la quota di Pil rappresentata dai prestiti alle famiglie – che pure sono in aumento – è il 40,3%, con un calo quindi del 59,7% rispetto al 2015.

L’Italia, inoltre, è il solo Paese con tutti i parametri considerati in diminuzione.
In una situazione simile, ma con almeno una grandezza in aumento rispetto al 2015, si trovano Finlandia, Germania, Grecia, Giappone e Corea.

Fonte: Bloomberg Economics – 13 luglio 2019

NOMISMA: timida risalita (0,2%) dei valori per il mercato immobiliare residenziale, crescono le compravendite

Il mercato immobiliare italiano continua a recuperare terreno, con una timida risalita dei valori per il residenziale.
Questa dinamica sembra determinata dall’incremento delle compravendite (691.000 nel 2018, con un’incidenza dell’84% della componente abitativa), ma anche dalla contrazione di tempi di vendita e sconti praticati e, per la prima volta dal 2007 e dalla timida risalita dei valori delle abitazioni usate (+0,2% in media su base semestrale).

Il maggior gruppo di acquirenti per gli immobili residenziali è rappresentata dalla fascia d’età compresa tra i 18 e 35 anni (29,4% del totale).
Nel 2018, su 572.732 abitazioni compravendute, è stata chiesta l’agevolazione per la prima casa per 367.209 immobili, dato che conferma il trend secondo cui in Italia ben oltre la metà delle abitazioni viene acquistata come abitazione principale.

È quanto emerge dal secondo Osservatorio Immobiliare 2019 di Nomisma, presentato a Roma durante un evento in collaborazione con Bnl e Bnp Paribas Real Estate.

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Rapporto RUR: solo nel 2021 si prevede un nuovo incremento dei valori del mercato immobiliare

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L’anno in corso restituisce buoni segnali sul segmento residenziale nuovo o ristrutturato, ma sul fronte complessivo degli scambi e dei prezzi regna ancora una certa stasi.
Il mercato immobiliare residenziale è salito nel 2018 a circa 580.000 transazioni, con la stima di superare le 600.000 nel 2019.
Solo con il 2021 sarà lecito attendersi un cambio di marcia del mercato immobiliare, sebbene sul settore gravino alcune incognite come la minaccia dell’inasprimento della tassazione ed una possibile stretta del credito da parte delle banche in tema di mutui.

È questo in sintesi una delle riflessioni presenti nella terza edizione di Meteo Immobiliare, studio condotto dal centro ricerca RUR (Rete Urbana delle Rappresentanze) e dalla società di consulenza Yard, presso tecnici, operatori ed esperti del settore immobiliare.

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EUROSTAT: prezzi delle abitazioni in aumento tendenziale del 4% nel primo trimestre del 2019 in UE e area Euro, ma non in Italia

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I prezzi delle abitazioni, come misurato dall’Indice dei prezzi delle abitazioni, sono aumentati del 4,0% sia nell’area dell’euro che nell’UE nel primo trimestre del 2019 rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.
Queste cifre provengono da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea.

Rispetto al quarto trimestre del 2018, i prezzi delle case sono aumentati dello 0,3% sia nell’area dell’Euro, sia nell’UE nel primo trimestre del 2019.

L’evoluzione dei prezzi delle case negli Stati membri dell’UE:
Tra gli Stati membri per i quali sono disponibili i dati, i più alti aumenti annuali dei prezzi delle abitazioni nel primo trimestre del 2019 sono stati registrati in Ungheria (+ 11,3%), Repubblica Ceca (+ 9,4%) e Portogallo (+ 9,2%), mentre i prezzi sono calati in Italia (-0,8%).

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