Crowdfunding immobiliare: un’opportunità di investimento alternativo con forti probabilità di sviluppo

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Il crowdfunding immobiliare o real estate crowdfunding, è uno dei figli del crowdinvesting, dove un numero indeterminato di persone può investire i propri risparmi in un progetto.

L’intero processo di investimento, avviene attraverso una piattaforma internet abilitante in modo snello e veloce e le soglie di investimento sono molto basse rispetto a quelle proposte dalla banca tradizionale (si accede con qualche centinaio di Euro).
Parliamo di una delle applicazioni del Fintech (la finanza che incontra la tecnologia) e che, in questo caso, rende il mattone liquido grazie al crowdfunding immobiliare.

Secondo il Real Estate Crowdfunding Report 2017 – realizzato dal Politecnico di Milano e dal Gruppo Bertoldi – il fenomeno, pressoché inesistente nel 2012, diventa rilevante nel 2018 con 7,7 miliardi di dollari di raccolta a livello globale ed un numero di piattaforme che passa da 6 ad oltre 100.
Se a livello europeo la raccolta nel 2017 è stata di 400 milioni di Euro, in Italia dal 2017 a luglio del 2018, la folla ha investito poco più di 10 milioni di Euro. La previsione di raccolta per il 2019, solo per il nostro Paese, è di 30 milioni di Euro.

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ISTAT: lieve flessione congiunturale del numero delle compravendite nel III trimestre 2018; meglio il centro Italia

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Nel terzo trimestre 2018 le convenzioni notarili di compravendita e le altre convenzioni relative ad atti traslativi a titolo oneroso per unità immobiliari (175.102), diminuiscono dello 0,8% rispetto al trimestre precedente (-0,2% il settore abitativo e -10,9% l’economico).

Il settore abitativo segna variazioni congiunturali positive al Centro (+0,9%), nel Nord-est (+0,8%) e nelle Isole (+0,6%). Negative nel Nord-ovest (-1,2%) e al Sud (-1,1%).
Per il comparto economico si registrano flessioni marcate nel Nord-ovest (-21,8%) e nel Nord-est (-11,6%), meno ampie nelle Isole (-6,1%) e al Sud (-3,4%) e segnali espansivi al Centro (+2,3%).

Su base annua le transazioni immobiliari aumentano complessivamente dell1,6%. La crescita riguarda il comparto dell’abitativo (+3,9%) mentre l’economico registra un calo del 27,1%.

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Blockchain nel mercato immobiliare: l’esempio degli Emirati Arabi Uniti

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L’uso delle tecnologie Blockchain negli Emirati Arabi Uniti ha trovato applicazione nella dematerializzazione del mercato immobiliare, avviando la digital transformation del settore: le proprietà immobiliari possono infatti essere convertite in rappresentazioni digitali.
Ma serve accortezza sulla security.

Il mercato immobiliare internazionale offre da tempo una grande opportunità per l’uso delle tecnologie Blockchain, anche se nei mercati maturi come l’Europa l’adozione è piuttosto lenta.
In alcuni mercati immobiliari regionali particolarmente dinamici, come la regione del Golfo, la tecnologia Blockchain ha già profondamente cambiato il settore immobiliare, favorendo la sua digital transformation.

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MUTUI: le previsioni per il 2019

Chi sta per accendere un mutuo o ha in mente di trasferirne uno già esistente, è ancora in tempo per realizzare le sue intenzioni, visto che il giudizio degli esperti sottolinei che i tassi restino ancora molto convenienti.
Questo a parere di MutuiOnline S.p.A., primo “broker” di mutui in Italia.

Così, non è cosa rara strappare dall’1,20% all’1,50% per un tasso fisso a 20 anni e dall’1,90% al 2,00% per un tasso fisso a 30 anni. Allo stesso modo, non è raro portarsi a casa dallo 0,40% allo 0,60% per un mutuo a tasso variabile.

Più difficile è fare previsioni a lungo termine, ma quelle a breve e medio termine danno quasi per certo ancora un periodo di tassi bassi fino a metà anno, senza escludere che questa congiuntura favorevole si protragga ancora fino alla fine dell’anno.

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MUTUI: a gennaio 2019 diminuiscono le richieste, ma cresce l’importo medio

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Il 2019 si apre con il rallentamento delle richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane, registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF, con un calo complessivo del -6,4% rispetto al mese di gennaio 2018.

Il dato relativo al primo mese dell’anno dà continuità alla flessione complessivamente rilevata nel 2018 (-0,6%), ascrivibile primariamente al ridimensionamento dei mutui di sostituzione.

A mitigare la performance negativa delle richieste si segnala la crescita dell’importo medio, che fa segnare un +1,9% per attestarsi a 128.124 Euro.

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ISTAT: più del 92% del patrimonio residenziale italiano è detenuto dalle famiglie

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Continua a crescere la quota del patrimonio residenziale detenuto dalle Famiglie, che nel 2017 rappresenta più del 92% del valore residenziale complessivo, di cui 81% relativo alle unità residenziali utilizzate come abitazione principale o seconde case e 11% costituito da unità detenute dalle famiglie prevalentemente a scopo di investimento e di attività di locazione.

La discesa dei prezzi sul mercato immobiliare residenziale, che prosegue dal 2012, ha indotto una ulteriore contrazione del valore della ricchezza abitativa (-1,4% in media annua nel periodo 2011-2017).
Tale dinamica risulta tuttavia in rallentamento: -0,8% nel 2017, da -1,3% nel 2016.

Negli ultimi due anni si osserva una leggera ripresa del valore dello stock di beni durevoli delle Famiglie, dopo la contrazione registrata nel triennio precedente.

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