ISTAT: ancora in diminuzione i prezzi delle Abitazioni nel III trimestre 2017

Nel terzo trimestre 2017, sulla base delle stime preliminari, i prezzi delle abitazioni registrano una diminuzione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente.
Il ribasso congiunturale dei prezzi si deve interamente alle abitazioni esistenti, che si riducono dello 0,7% mentre quelle nuove registrano un incremento pari a +0,3%.

Su base annua persiste la diminuzione dei prezzi (-0,8%), che si accentua rispetto al trimestre precedente (era -0,2%).
La flessione tendenziale e il suo ampiamento sono imputabili esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti (-1,3%, da -0,5% del secondo trimestre 2017), mentre quelli delle abitazioni nuove salgono dello 0,6% (da +0,3%).

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Mutui: ancora in crescita nei primi 9 mesi del 2017, ma in live calo rispetto al passato

Secondo la 43ª edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, CRIF e Prometeia, nei primi nove mesi del 2017 si consolida la crescita del credito alle famiglie, in continuità con i segnali positivi registrati durante gli scorsi anni.

All’interno di questo scenario, si assiste però a dinamiche contrapposte fra i due principali comparti.
Infatti, se i prestiti al consumo hanno proseguito il loro trend di crescita, i flussi complessivi di mutui immobiliari, dopo tre anni di forte espansione, registrano un lieve calo.

Ciò è dovuto sostanzialmente alla brusca frenata delle surroghe (-33%) in contrasto con una crescita delle erogazioni per l’acquisto dell’abitazione (+9.3%).

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Nomisma: crescita stimata del 5% nel numero di compravendite del 2017

Dopo la variazione annua del +16% registrata a fine 2016, si stima una significativa riduzione della crescita delle compravendite, che dovrebbe attestarsi nell’ordine del +5%, con dinamiche del +5,5% nel segmento abitativo e del +2,2% nel terziario e commerciale”.

Per Nomisma le compravendite di abitazioni in Italia saranno quasi 545.000.
Considerando come termine di paragone il 2006, ultimo anno della fase espansiva, il mercato residenziale si è ridimensionato di circa il 36,6%, pari a oltre 300.000 contratti stipulati in meno.

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ISTAT: mercato immobiliare in aumento, con progressivo rallentamento della crescita nel II trimestre 2017

Nel II trimestre 2017 le convenzioni notarili di compravendita per unità immobiliari (199.941) crescono dell’1,5% rispetto al trimestre precedente.
È il comparto economico a crescere di più (+2,4%), seguito dall’abitativo (+1,4%) mentre il settore degli immobili ad uso speciale e multiproprietà segna una variazione negativa (-5,4%).

Per il complesso delle compravendite immobiliari le variazioni congiunturali sono positive su tutto il territorio: Sud +3,3%, Centro +2,1%, Isole +1,3%, Nord-est e Nord-ovest +0,7%.
Lo stesso andamento si rileva per il settore dell’abitativo: Sud +3,2%, Centro +2,2%, Isole +1,5%, Nord-est +0,8 e Nord-ovest + 0,6%.

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Deposito del prezzo dal Notaio: istruzioni per l’uso

Il legislatore si è da sempre preoccupato di predisporre una efficace tutela di chi compra la casa: cosı ̀nel 1996 ha previsto la possibilità di trascrivere il preliminare e nel 2005 l’obbligo del costruttore di case “nuove o ristrutturate” di consegnare al promissario acquirente una fideiussione, a garanzia del rischio del suo fallimento nelle more tra il preliminare ed il definitivo.

Con la legge sulla concorrenza entrata in vigore il 29 agosto (legge n. 124/2017, articolo 1, commi 63 e seguenti) ha chiuso il cerchio prevedendo la facoltà dell’acquirente di richiedere il deposito del prezzo al notaio rogante fino ad avvenuta trascrizione del contratto di compravendita.

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In leggero incremento la propensione dell’investimento negli immobili

Sembra che l’investimento ideale, per gli italiani, non esista più.

Questo quanto emerge dalle risposte al sondaggio condotto da Acri (organizzazione che rappresenta le Casse di Risparmio Spa e le Fondazioni di Origine Bancaria) e Ipsos (azienda di ricerche di mercato), evidenziando tre gruppi quasi omogenei.

Il 33% ritiene che non ci sia investimento ideale (+1% rispetto al 2016 e +6% sul 2015), il 31% lo indica negli immobili (+1% sul 2016), mentre il 29% indica che gli investimenti finanziari siano più sicuri.
Ultimi, con il 7%, sono coloro che indicano come ideali gli strumenti finanziari più rischiosi (-1% sul 2016).

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