NOTARIATO: incremento del numero di compravendite nel I semestre 2019, con una lieve diminuzione dei prezzi degli immobili venduti dai privati

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È stato pubblicato il nuovo Rapporto Dati Statistici Notarili relativo alle compravendite di beni mobili e immobili, mutui, donazioni, imprese e società nel primo semestre del 2019, comparato con lo stesso semestre del 2018.

In sintesi:
– continua l’aumento (+5,91%) delle compravendite di fabbricati.
– al Nord i maggiori volumi di scambio.
– tra le Regioni, si segnala il dato positivo di Abruzzo (+14,52%) e Calabria (+9,97%); in calo la Basilicata (-7,99%).
– oltre il 50% degli immobili viene acquistato con l’agevolazione prima casa.
– si conferma un aumento, anche se moderato, dei prezzi di vendita degli immobili a uso abitativo, con un aumento dei prezzi medi per gli immobili venduti da imprese (abitazioni nuove) e una live diminuzione dei prezzi relativi a immobili venduti dai privati.

Nel I semestre 2019 sono stati scambiati 344.249 fabbricati, rispetto ai 325.047 nello stesso semestre dell’anno precedente, corrispondente a un aumento del +5,91% rispetto al I semestre dello scorso anno e che fa seguito al +10,72% che fu registrato nel I semestre 2018, rispetto al I semestre 2017.

Le maggiori compravendite si registrano al Nord.
In particolare, nel primo semestre ben il 56,28% delle compravendite è stata effettuata al Nord, con una punta del 34% nel Nord-Ovest, mentre al Sud la percentuale è stata del 17,45% e nelle Isole del 7,49%.

In questo semestre il Centro ha fatto registrare una percentuale
di vendite superiori al Sud, facendo segnare rispettivamente il 18,79% contro il 17,45%, confermando la tendenza del precedente semestre.
È infatti proprio il Centro che ha fatto registrare il segno positivo maggiore rispetto al I semestre 2018, con un +7,28%, seguito dal Nord-Est con un +5,63%.

La Regione nella quale vengono scambiati più immobili rimane la Lombardia con 93.641 immobili nell’intero primo semestre 2019, con un aumento del +5.93% rispetto al I semestre 2018, pari al 20,69% del totale delle contrattazioni sull’intero territorio italiano.
Seguita dal Veneto con “soltanto” il 9,43% e dal Piemonte con il 9,24%.

La Valle d’Aosta, confermando il dato dello scorso anno, è la Regione ad avere il tasso più alto per compravendite/abitanti, facendo registrare nel I semestre una punta di ben 1.276 compravendite ogni 100.000 abitanti, pur essendo la Regione dove avviene la minor percentuale di vendite (lo 0,35% del totale delle compravendite italiane).
Seguono la Liguria (con 1.083 compravendite ogni 100.000 abitanti) ed il Friuli-Venezia Giulia (con 1.073 compravendite ogni 100.000 abitanti), mentre la Lombardia ha fatto registrare “solamente” 931 compravendite ogni 100.000 abitanti.

La Regione che svetta nell’aumento a doppia cifra rispetto al I semestre dello scorso anno è l’Abruzzo con un +14,52%, seguito dalla Calabria con un +9,97%.
Sembra pertanto finita la recessione della Regione Abruzzo dove le compravendite nel 2017 ebbero un calo (-4,56% rispetto al 2016) e che già lo scorso semestre fece registrare un aumento del +10,21%, segno che probabilmente gli effetti negativi del sisma sull’economia si sono finalmente attenuati.
Uniche Regioni italiane ad aver fatto registrare un segno meno rispetto al primo semestre 2018, sono la Basilicata (-9,97%), la Puglia (-2,57%) e l’Umbria (-0,47%).

Acquisti per fasce d’età:
La fascia d’età in cui viene effettuato un maggior acquisto di fabbricati si conferma quella tra 18-35 anni, con una percentuale nel I semestre pari al 26,28% delle compravendite totali (dato in leggero calo rispetto al I semestre 2018 di -0,43%), mentre la fascia 36-45 anni riporta una percentuale del 25,55%, la fascia 46-55 una percentuale del 21,90% e la fascia 56-65 riscontra una percentuale del 14,74%, quest’ultima in leggero aumento.

Si conferma altresì il dato che ad acquistare sono maggiormente i soggetti nella fascia 18-35 anni, mentre a vendere sono maggiormente i soggetti nella fascia 56-65 anni.

Le tabelle sull’agevolazione prima casa, evidenziano che nel I semestre 2019, su 254.806 fabbricati abitativi per 154.455 è stata chiesta l’agevolazione prima casa, confermando il trend secondo cui oltre la metà degli immobili abitativi in Italia viene acquistata con le agevolazioni prima casa.
Prima casa che viene maggiormente richiesta nella fascia di età 18-35 (con il 34,02%), mentre è sostanziale la parità nell’acquisto tra uomini e donne.

Analizzando gli acquisti immobiliari suddivisi per genere e per fasce d’età sempre relativamente al I semestre 2019, emerge che vi è un aumento degli acquirenti maschi per l’acquisto di fabbricati (255.656 per gli uomini, contro 237.603 per le donne).

Vendite | confronto Privati/Imprese:
viene confermata una stasi del settore immobiliare gestito dalle imprese rispetto alle vendite effettuate da privati.
Nel I semestre 2019, infatti, ben il 88,63% dei fabbricati abitativi è stata venduta da privati, mentre le imprese hanno venduto il restante 11,37% di immobili abitativi.

Credito d’imposta | i numeri relativi:
degna di nota è anche la tabella sul credito di imposta, dalla quale si può ricavare che la fascia d’età privilegiata per alienare la prima casa e sostituirla con un’altra prima casa è rimasta la fascia d’età 36-45 (che riscontra una percentuale pari al 34,88%, percentuale leggermente in calo rispetto all’anno precedente).

I mesi migliori per le compravendite:
i mesi in cui gli italiani hanno acquistato maggiormente sono stati maggio (83.312 compravendite) e marzo (79.593), che rispetto al I semestre 2018 vuol dire rispettivamente un +2,58% e un +1,30%.

Le vendite suddivise per fasce di prezzo:
sono maggiormente scambiati fabbricati che rientrano nella fascia di prezzo tra 0 e 99.999 Euro (pari al 43,15%, +6,51% rispetto al I semestre 2018) e tra 100.000 e 199.999 Euro (pari al 38,88%, +2,80% rispetto al I semestre 2018).
Solo lo 0,20% delle compravendite ha ad oggetto fabbricati di valore superiore a Euro 1.000.000,00, che corrisponde a una diminuzione del -2,71% rispetto al I semestre 2018.

Nelle fasce di prezzo inferiori a 200.000 Euro rientrano l’82,03% degli acquisti di fabbricati e il 49,85% degli acquisti di terreni agricoli, mentre per i terreni edificabili il 68,26% del totale delle transazioni è inferiore ai 40.000 Euro.

Si conferma il tendenziale aumento dei prezzi, relativo agli immobili ad uso abitativo, partito solo dal II semestre 2018, che ha invertito la tendenza in diminuzione dei prezzi che si verificava dal 2009.
Dai dati rilevati, infatti, il prezzo medio degli immobili ad uso abitativo risulta essere, nel I semestre 2019, di Euro 123.750, mentre nel I semestre 2018 il prezzo medio di detti immobili era pari a Euro 119.572,00.

Il valore medio degli stessi, riferito all’intero anno 2018, risultava essere pari a Euro 120.094.
Questo dato denota pertanto l’inizio di un costante, anche se lieve aumento dei prezzi di vendita di detta tipologia di immobili, anche se dall’analisi specifica dei dati, si rileva un aumento dei prezzi medi per gli immobili venduti da imprese e una live diminuzione dei prezzi relativi a immobili venduti da privati.

In controtendenza sono i prezzi dei fabbricati strumentali, che invece continuano a diminuire: il prezzo medio di detta tipologia di fabbricati relativo al I semestre 2019 è pari a Euro 74.000, mentre nel I semestre 2018, era pari a Euro 75.500.

MUTUI:
In leggero calo i finanziamenti sui fabbricati nel primo semestre 2019, rispetto all’analogo periodo dello scorso anno (-0,61%).
Prevalgono i finanziamenti di importo fino a 150.000,00 Euro; significativo aumento dei mutui di importo compreso tra i 200.000 e i 300.000 Euro.

Si assiste, quindi, ad una battuta d’arresto rispetto alla crescita registrata negli anni precedenti, mentre aumenta nel complesso il capitale complessivo erogato.
Ancora in netto calo le operazioni di surroga (-25,98%), che ormai incidono meno del 10% delle complessive operazioni di finanziamento. Si prevede tuttavia un’inversione di questo dato nell’ultima parte dell’anno.

Pochi scostamenti tra il primo semestre 2019 e il primo semestre 2018, invece, in relazione all’età e al genere dei mutuatari.
Le donne continuano a prevalere maggiormente nella fascia più giovane (18-35); un dato che nel 2019 accomuna anche il genere maschile.
Mentre, infatti, in passato il genere maschile prevaleva nella fascia d’età successiva (36-45), nel 2019 si registra per tale fascia e genere un calo di oltre mezzo punto percentuale.

Fonte: Dati Statistici Notarili – I semestre 2019 | Consiglio Nazionale del Notariato – 28 novembre 2019


 

Precisazioni: i dati presentati in questo rapporto non sono comparabili con quelli rilasciati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare.
I dati dell’Agenzia delle Entrate infatti riguardano le NTN (Numero di Transazioni Normalizzate, ovvero il numero di transazioni ponderato rispetto all’effettiva quota di proprietà oggetto di compravendita) e l’indice di Intensità del Mercato Immobiliare (ottenuto dal rapporto tra NTN e la quantità di unità immobiliari esistenti sul mercato).
Ciò significa che se di una unità immobiliare è compravenduta una frazione di quota di proprietà (ad esempio il 50%), essa non è contata come una transazione, ma come 0,5 transazioni.
I dati ISTAT, a loro volta, si basano su diverse modalità di conteggio, in base ai dati statistici che i notai per legge sono tenuti a inviare agli Archivi notarili distrettuali.