Bonus casa 2020: le agevolazioni fiscali per ristrutturazioni ed efficientamento energetico

Bonus casa 2020
Il difficile momento che attraversa il nostro Paese non toglie la voglia di progettare. Al contrario, sembra che il tempo trascorso tra le mura domestiche induca a riflettere sul valore dell’abitazione di proprietà in relazione ad una situazione di estrema criticità come quella attuale.

La proroga di un anno di molte delle agevolazioni fiscali previste per chi ristruttura o interviene con lavori di efficientamento energetico, inoltre, invoglia a rivoluzionare casa e concedersi finalmente quel comfort tanto meritato.

La legge di stabilità 2020 ha prolungato i bonus ristrutturazione ed Ecobonus:
– Il primo riguarda la detrazione delle spese sostenute per opere di manutenzione ordinaria, straordinaria e di restauro e risanamento conservativo, fino a un massimo di 96.000 Euro, nella misura del 50% dall’Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche).
La detrazione, concessa secondo il criterio di cassa, va suddivisa lungo i 10 anni successivi al pagamento dei lavori fra tutti i soggetti che hanno partecipato alla spesa e che hanno diritto, ad esempio marito e moglie cointestatari di un appartamento;
– L’Ecobonus viene invece concesso a chi effettua interventi di riqualificazione energetica della propria casa o di parti comuni del condominio. I contribuenti possono portare in detrazione fiscale dall’Irpef il 65% e fino all’80% delle spese sostenute (se i lavori determinano la riduzione di due classi di rischio sismico).

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Dati Statistici Notarili – I semestre 2018: più vendite, più mutui, prezzi in ulteriore ribasso

Rapporto-Dati-Statistici-Notarili-primo-semestre-2018

È stato pubblicato oggi il nuovo “Rapporto Dati Statistici Notarili” del primo semestre 2018, relativo alle compravendite di beni mobili e immobili, mutui, donazioni, imprese e società, unitamente al “FOCUS agevolazioni 2016-2017”.

Nel primo semestre 2018 sono state registrate 443.337 compravendite di immobili di qualsiasi genere, di cui 334.979 compravendite di fabbricati che registrano un aumento del 10,72% rispetto allo scorso anno a fronte di una continua riduzione dei prezzi.
Infatti, se già il 2017 aveva fatto segnare un calo del -17% sui valori medi delle vendite di fabbricati (da 147 mila a 126.512 Euro), tale calo si accentua di un ulteriore -5% nel primo semestre 2018 (118.356 Euro).

Accanto ad un aumento pressoché omogeneo di compravendite di fabbricati su tutte le varie fasce di prezzo, il dato più interessante appare l’aumento del +26,73% delle compravendite di valore superiore ai 900.000 Euro.

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COMPRAVENDITA: le risposte ai quesiti fiscali più frequenti

Ho acquistato casa, richiedendo l’applicazione della regola del prezzo-valore. L’Agenzia delle Entrate può accertare un valore dell’immobile diverso da quello indicato nell’atto?

La regola del prezzo-valore prevede la tassazione del trasferimento degli immobili sulla base del loro valore catastale, indipendentemente dal corrispettivo effettivamente pattuito e indicato nell’atto.
La sua applicazione limita il potere di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, che non può accertare un maggior valore ai fini dell’imposta di registro. Questa regola è ammessa, però, solo per le cessioni di immobili a uso abitativo (e relative pertinenze) acquistate da persone fisiche che non agiscono nell’esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali.

Quali criteri utilizza l’Agenzia delle Entrate per rettificare il valore dell’immobile acquistato se non è stato richiesto il prezzo-valore?

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Guide: quando si perdono le agevolazioni fiscali per l’acquisto come “prima casa”?

Le agevolazioni ottenute quando si acquista un’abitazione con i benefici “prima casa” possono essere perse e, di conseguenza, si dovranno versare le imposte “risparmiate”, gli interessi e una sanzione del 30% delle imposte stesse.

Questo può accadere se:
• le dichiarazioni previste dalla legge nell’atto di acquisto sono false
• l’abitazione è venduta o donata prima che siano trascorsi 5 anni dalla data di acquisto, a meno che, entro un anno, non si riacquista un altro immobile, anche a titolo gratuito, da adibire in tempi “ragionevoli” a propria abitazione principale.

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Acquisto della “prima casa”: i requisiti per usufruire delle agevolazioni fiscali

Come si è già detto, le agevolazioni fiscali previste per l’acquisto della “prima casa” sono riconosciute in presenza di alcune condizioni e solo se l’acquirente possiede precisi requisiti.

In questo caso, oltre a tutte le informazioni da indicare nella dichiarazione sostitutiva presente nel contratto di compravendita, l’acquirente deve espressamente dichiarare di essere in possesso dei requisiti “prima casa” (questa dichiarazione può essere resa anche con atto successivo che integra l’originario atto di compravendita).

CATEGORIA CATASTALE
Per usufruire delle agevolazioni “prima casa”, l’abitazione che si acquista deve appartenere a una delle seguenti categorie catastali:
• A/2 (abitazioni di tipo civile)
• A/3 (abitazioni di tipo economico)
• A/4 (abitazioni di tipo popolare)
• A/5 (abitazioni di tipo ultra popolare)
• A/6 (abitazioni di tipo rurale)
• A/7 (abitazioni in villini)
• A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi).

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Casa: la tabella delle agevolazioni fiscali per il 2017

RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE (detrazione Irpef) – oggetto dell’agevolazione:
– Per le singole unità immobiliari residenziali: interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia
– Per le parti comuni di edifici residenziali: interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia
– Realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, eliminazione di barriere architettoniche, bonifica dall’amianto, opere per evitare infortuni domestici, interventi per prevenire atti illeciti, cablatura edifici ecc.

Importo massimo della spesa su cui calcolare la detrazione:
– dal 26 giugno 2012 fino al 31 dicembre 2017: 96.000 Euro
– dal 1 gennaio 2018: 48.000 Euro

Misura della detrazione (dall’imposta lorda):
– dal 26 giugno 2012 fino al 31 dicembre 2017: 50%, in dieci quote annuali
– dall’1 gennaio 2018: 36%, in dieci quote annuali.

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