In leggero incremento la propensione dell’investimento negli immobili

Sembra che l’investimento ideale, per gli italiani, non esista più.

Questo quanto emerge dalle risposte al sondaggio condotto da Acri (organizzazione che rappresenta le Casse di Risparmio Spa e le Fondazioni di Origine Bancaria) e Ipsos (azienda di ricerche di mercato), evidenziando tre gruppi quasi omogenei.

Il 33% ritiene che non ci sia investimento ideale (+1% rispetto al 2016 e +6% sul 2015), il 31% lo indica negli immobili (+1% sul 2016), mentre il 29% indica che gli investimenti finanziari siano più sicuri.
Ultimi, con il 7%, sono coloro che indicano come ideali gli strumenti finanziari più rischiosi (-1% sul 2016).

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Cresce il numero di italiani che ritengono sufficiente il proprio reddito

È stata presentata oggi a Torino l’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2017: “Consapevolezza, fiducia, crescita: le sfide dell’educazione finanziaria”, un progetto del Centro Einaudi e di Intesa Sanpaolo.

Per il secondo anno consecutivo le risposte migliorano.
A differenza del 2016, la ripresa tocca tutte le classi di reddito intervistate: quelle più basse, il ceto medio e le famiglie con un reddito superiore.
Spicca il salto di 10 punti, dall’82 al 92%, della quota di intervistati che nel 2017 è stato finanziariamente indipendente.

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Nomisma: prezzi degli immobili in ripresa solo nel 2019

Ottimismo ma con il freno a mano tirato da parte di Nomisma nel valutare i positivi dati del mattone italiano nel 2016 e nell’azzardare ipotesi per il 2017.

E’ vero infatti che lo scorso anno si è chiuso con compravendite residenziali in netta crescita e con investimenti immobiliari nel settore corporate per 9,1 miliardi, pari al 3.6% del totale europeo, ma ciò non toglie che “la ripresa in atto presenti tratti di fragilità”, si legge nel primo Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2017 di Nomisma presentato oggi a Milano presso Mediobanca.

Quali sono allora le previsioni? E quali i dubbi?
Partendo dal settore casa, dopo le 528.865 transazioni residenziali dello scorso anno, per il 2017 Nomisma prevede che il numero totale salirà a 565.391, per arrivare a quota 584.523 nel 2018 e recuperare finalmente quota 600 mila (616.513 per l’esattezza) l’anno successivo.

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OMI: alcuni dati sulle compravendite di abitazioni nel I trimestre del 2017

Nel I trimestre del 2017 sono state compravendute 122.000 Abitazioni, quasi 10.000 in più rispetto all’omologo trimestre del 2016, pari a una crescita dell’8,6%.
Seppure ridimensionato il tasso rispetto ai valori dei rialzi rilevati nel corso del 2016 (anche superiori al 20% nei primi due trimestri), il numero di abitazioni scambiate in questo I trimestre del 2017 continua ad avvicinarsi ai livelli osservati per trimestri omologhi, prima della ripida caduta del 2012.

Questi i dati pubblicati dall’Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate, che inaugura con questa edizione una nuova metodologia di raccolta dati.
La serie storica mostra un mercato delle abitazioni in recupero quasi ininterrotto dal 2014.

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Roma è la città con maggiore plusvalore degli immobili ristrutturati

Nella top ten dei capoluoghi italiani per il plusvalore ottenuto al termine del processo di ristrutturazione di un immobile si collocano Roma, Venezia, Firenze, Napoli, Bari, Milano, Bologna, Brescia, Catania e Genova, con valori che vanno dal 20% di Roma, al 12% circa di Genova.
Questo quanto dichiarato da Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, in apertura del convegno di presentazione del “Primo Rapporto sul recupero edilizio” in Italia svoltosi a Milano.

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Il fatturato immobiliare italiano del 2016 è cresciuto del 2,7%, a quota 114 miliardi di Euro

L’Italia procede a una velocità dimezzata rispetto a quella degli altri Paesi europei. Almeno sul fronte immobiliare.
Lo rivela l’outlook 2017 che Scenari Immobiliari ha presentato a Milano, con le previsioni sui Mercati in Italia ed Europa.

Nel corso del 2016 il fatturato immobiliare italiano ha fatto registrare una crescita del 2,7% (per 114 miliardi di Euro), contro il 4,6% degli altri Paesi europei.
Solo nel Regno Unito si è registrato un calo del 14%.

Il divario non sarà colmato nel 2017.
In Italia la crescita stimata dall’indagine Scenari si attesta sul 4%, mentre L’Europa si terrà sui livelli degli Stati uniti, con un 8,4% stimato. In ripresa anche il mercato inglese.

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