Prezzi: i piani alti costano il 23% in più rispetto alla media

Abitare ai piani alti ha il suo prezzo, soprattutto nelle grandi città.
Sarà perchè questo tipo di casa è generalmente più ambita, perché ritenuta più sicura, silenziosa e luminosa, fatto sta che si deve mettere in conto una spesa più elevata del 23% rispetto alla media.

È quanto emerge da un’analisi di Immobiliare.it, che ha studiato i costi delle abitazioni residenziali in base al piano in cui si trovano.
Al contrario, chi si accontenta di non salire oltre il primo livello dell’edificio può risparmiare approssimativamente il 10% sul prezzo medio di vendita della città.

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OMI: aumentano le compravendite nel II trimestre del 2018, con l’unica eccezione di Roma

OMI-statistiche---II-trimestre-2018

Nel secondo trimestre del 2018 si conferma il rialzo degli scambi di abitazioni.
A confermarlo sono le ultime statistiche elaborate dall’Osservatorio del Mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, nella nota sul controllo statistico sul mercato immobiliare residenziale.

Nel complesso emerge che, anche in questo trimestre, le compravendite di abitazioni aumentano rispetto allo stesso trimestre del 2017, proseguendo una crescita che non si arresta dal 2014 e registrando un’accelerazione rispetto al tasso, pur positivo, del trimestre precedente.
Tutte le aree territoriali mostrano un saldo positivo più o meno marcato, comprese le principali città, con l’unica eccezione rappresentata da Roma (-0,8%).

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Standard & Poor’s: ottimo stato di salute del mattone in Europa ad eccezione di Italia e Gran Bretagna

In Europa condizioni favorevoli per l’acquisto di abitazioni.
Le condizioni monetarie nell’Eurozona, Svizzera e Regno Unito rimarranno “in generale favorevoli per chi acquista casa, visto che i tassi di interesse dovrebbero salire in modo solo molto graduale nei prossimi anni”.

È quanto si legge in un rapporto di S&P Global Ratings sul mercato immobiliare europeo, in cui si spiega che in Italia i prezzi delle case si sono attestati in ribasso nella prima parte dell’anno, cosa che “suggerisce che la ripresa economica deve ancora tradursi in un incremento della domanda di case”.

In Italia, dove “la ripresa economica e’ ancora alle fasi iniziali e il tasso di disoccupazione e’ ancora alto, i prezzi delle case dovrebbero rimanere stabili quest’anno (+0,2%) e crescere moderatamente nei prossimi anni“, ovvero dell’1,3% nel 2019, dell’1,8% nel 2020 e del 2% nel 2021.

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NOMISMA: diminuisce il numero di famiglie che vive in casa di proprietà, aumenta la propensione per la locazione e l’investimento

“Le difficoltà di accesso al mercato dell’acquisto, per le fasce più colpite dalla crisi, ha determinato un passaggio della domanda verso la locazione”, si legge nel report presentato ieri da Nomisma con l’Osservatorio sul Mercato Immobiliare.

Nel 2010, il 77,8% dei nuclei italiani viveva in case di proprietà, il 15,9% in affitto.
Oggi i proprietari si sono ridotti al 70,3%, a causa delle minori risorse per acquistare (9,2 milioni di famiglie non riescono ad accedere al mutuo, con uno stipendio che non supera i 1.200 Euro al mese) e della convenienza in termini di spese per tasse e manutenzione.
È bene tenere in considerazione, comunque, che per le nuove generazioni questa decisione si avvicina a un’idea di casa “come servizio in una logica di flessibilità dei progetti di vita”.

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EUROSTAT: prezzi delle case in aumento, ma non in Italia

Prezzi case Eurostat 2018

Nel primo trimestre dell’anno, i prezzi delle case nella zona Euro sono aumentati del 4,5% e nella Ue del 4,7%, rispetto all’anno precedente.
Lo indica Eurostat, l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea.

Rispetto al quarto trimestre 2017, l’aumento e’ stato rispettivamente dello 0,6% e dello 0,7%.
In Italia e in Svezia c’e’ stato un calo dello 0,4% rispetto all’anno precedente (in Finlandia -0,1%).
Aumenti piu’ alti in Lettonia (+13,7%), Slovenia (+13,4%), Irlanda (+12,3%) e Portogallo (+12,2%).

Rispetto al quarto trimestre 2017 tassi di aumento piu’ marcati in Lettonia (+7,5%), Ungheria e Slovenia (+4,4%), Portogallo (+3,7%); cali significativi a Malta (-4,7%), Cipro (-1,8%) e Svezia (-0,8%).
In Italia -0,1%, unico segno negativo nel panorama europeo.

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EUROSTAT: mercato immobiliare Italiano in affanno nel contesto Europeo

Prezzi case Eurostat 2018

Gli ultimi dati disponibili dell’EUROSTAT relativamente ai prezzi nominali delle abitazioni riguardano il IV trimestre 2017 e mostrano per la UE, in termini di variazioni tendenziali annue (IV trimestre 2017 rispetto al IV trimestre 2016), un aumento di circa il +4,2% nell’area Euro.

Tali statistiche inglobano quelle dell’ISTAT elaborate per l’Italia, nell’ambito di una metodologia uniforme di rilevazione stabilita in sede EUROSTAT.

Al contrario l’Italia mostra, unico Paese della UE, un tasso tendenziale ancora negativo (-0,3%, secondo l’ISTAT).
In particolare, il dato tendenziale è il risultato di una composizione tra la stabilità dei prezzi che si registra per le abitazioni nuove e una riduzione, in lieve decelerazione nel IV trimestre del 2017, per le abitazioni esistenti.

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