ISTAT: +2% congiunturale del numero di compravendite nel I trimestre 2019, +8% rispetto al 2018

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Nel primo trimestre 2019 sono 190.904 le convenzioni notarili di compravendita e le altre convenzioni relative ad atti traslativi a titolo oneroso per unità immobiliari.
Depurate della componente stagionale, aumentano del 2,0% rispetto al trimestre precedente (+2,0% il settore abitativo e +2,5% l’economico).

Per il comparto abitativo l’incremento congiunturale interessa tutte le aree geografiche del Paese (Centro +4,4%, Isole +1,9%, Sud +1,7%, Nord-ovest +1,3% e Nord-est +1,2%).
Per l’economico la crescita riguarda il Centro (+10,4%) e il Nord-est (+6,3%), è nulla nelle Isole (0,0%) mentre si registrano flessioni al Sud (-3,2%) e al Nord-ovest (-0,9%).

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ABI: rapporto mensile di giugno 2019 sui Mutui

Sulla base degli ultimi dati relativi ad aprile 2019, si conferma la crescita del mercato dei mutui.
L’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie registra una variazione positiva di +2,5% su base annua.

Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è risultato pari a 1,84% (1,86% ad aprile 2019, 5,72% a fine 2007).


Fonte: Associazione Bancaria Italiana

MUTUI: a giugno 2019 in ribasso i tassi d’interesse

Sembra un paradosso, ma più la crescita dell’economia italiana rallenta più nell’area Euro si rimanda il rialzo dei tassi ufficiali.
Che continuano invece ad abbassarsi e a segnare valori mai rilevati in passato.

È un mese da record quello di Giugno, dove i tassi di interesse si sono spinti giù oltre ogni aspettativa, andando a toccare livelli senza precedenti.

Basti dire che il 27 giugno l’Eurirs è precipitato a 0,66% (era 1,09% il 15 aprile) e l’Euribor a 1 mese ha interrotto la sua immobilità dal lontano agosto 2016 (-0,37%) e lo stesso giorno ha segnato -0,39%.

Ma non è tutto, perché la Bce ha annunciato che entro la fine dell’anno ridurrà il tasso sui depositi di 10 punti base: tradotto in cifre, la rata di un mutuo di 130.000 Euro dovrebbe scendere, a seconda della durata residua, tra i 7 e i 10 Euro.
E non si esclude che il taglio sia raddoppiato, di 20 punti base, per un risparmio mensile fino a 20 Euro.

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BANCA D’ITALIA: indagine sull’andamento della domanda e offerta di mutui, nel II semestre del 2018

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Nel mese di marzo del 2019, le filiali regionali della Banca d’Italia hanno condotto la nuova edizione dell’indagine sulle banche a livello territoriale (Regional Bank Lending Survey, RBLS), che rileva l’andamento della domanda e dell’offerta di credito e della raccolta bancaria nelle diverse ripartizioni geografiche per il secondo semestre del 2018.

Da questa indagine si rileva che è ancora cresciuta la domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie, in modo più intenso nelle regioni settentrionali, mentre la domanda di credito al consumo è rimasta invariata nel Nord Ovest e si è contratta nelle altre aree.

Per quanto riguarda l’offerta, le condizioni applicate ai prestiti alle famiglie sono rimaste stazionarie; anche la durata e il rapporto tra finanziamento e valore dell’immobile (loan-to-value ratio) delle nuove erogazioni di mutui non hanno subito variazioni di rilievo.

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Indagine Tecnoborsa 2019: le famiglie italiane e il mercato immobiliare nelle sei grandi città

Dall’Indagine biennale Tecnoborsa 2019 sulle sei maggiori città italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo e Genova), è emerso che nel biennio 2017-2018 ben il 6,7% delle famiglie intervistate ha acquistato un’abitazione.
La città più attiva è stata Roma, come nell’Indagine del 2017.

Come sempre la motivazione principale è il desiderio di risiedere in una casa di proprietà e anche questo valore è sostanzialmente allineato con quello del 2017, con Roma e Napoli ai primi posti.

A Roma, come potrete leggere di seguito, le case più vendute sono state le “abitazioni principali” (con una quota leggermente in rialzo di coloro che hanno venduto per bisogno di liquidità), è alta la quota di chi ha acquistato i tagli più piccoli e si sono preferite le abitazioni nuove, abitabili o da ristrutturare.

Per quanto concerne le richiesta di mutuo, il 66% delle famiglie residenti a Roma vi ha fatto ricorso.

Spostando l’analisi sull’offerta futura, il 4,9% dei romani vorrebbe vendere per ricomprare una prima casa più confortevole.
Infine, andando a sondare le transazioni previste per il biennio in corso 2019-2020, il 2,8% dei romani intervistati ha manifestato l’intenzione di acquistare un’abitazione, con la motivazione principale di comprare una casa in cui vivere.

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MOODY’S: per acquistare casa a Roma occorrono circa 12 anni di stipendio. Ad Amsterdam 22

Ad aggiornarci sul potere di acquisto dei cittadini nelle metropoli d’Europa c’è un’indagine di Moody’s, secondo la quale le città d’Europa in cui il potere d’acquisto dei cittadini si è ridotto maggiormente sono Parigi, Amsterdam e Londra.

Ad Amsterdam servono ben 22 anni di stipendio per permettersi una casa, che si riducono a 18,7 a Londra e 18,3 a Parigi, tre dati ben sopra la media dei 15 anni registrati nel Vecchio Continente.
Lo stesso dato medio è aumentato parecchio negli ultimi 12 anni, visto che sempre secondo le rilevazioni della società di ricerche americana nel 2007 servivano in media 12 anni di reddito.

Molto più facile diventare proprietari di casa a Roma e Milano, dove per acquistare casa occorrono rispettivamente 12,1 e 11,8 anni.

La grande città meno esigente in materia è, però, Lisbona con 11,5 anni.
Poco sopra i 14 anni ci sono Dublino, Berlino e Francoforte.

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