ISTAT: più del 92% del patrimonio residenziale italiano è detenuto dalle famiglie

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Continua a crescere la quota del patrimonio residenziale detenuto dalle Famiglie, che nel 2017 rappresenta più del 92% del valore residenziale complessivo, di cui 81% relativo alle unità residenziali utilizzate come abitazione principale o seconde case e 11% costituito da unità detenute dalle famiglie prevalentemente a scopo di investimento e di attività di locazione.

La discesa dei prezzi sul mercato immobiliare residenziale, che prosegue dal 2012, ha indotto una ulteriore contrazione del valore della ricchezza abitativa (-1,4% in media annua nel periodo 2011-2017).
Tale dinamica risulta tuttavia in rallentamento: -0,8% nel 2017, da -1,3% nel 2016.

Negli ultimi due anni si osserva una leggera ripresa del valore dello stock di beni durevoli delle Famiglie, dopo la contrazione registrata nel triennio precedente.

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CBRE: investimenti immobiliari commerciali nel 2018 in flessione del 22% rispetto all’anno precedente

Nel 2018 gli investimenti nel settore immobiliare in Italia, pari a 8,856 miliardi, sono scesi del 22% rispetto al 2017, anno record per il comparto con oltre 11 miliardi investiti.
È quanto indicato in un report da CBRE (grande società commerciale al internazionale di servizi e di investimenti nel Real Estate), che annovera tra le cause della contrazione il clima di incertezza politica che ha accompagnato il Paese per buona parte dell’anno.

L’impennata dello spread ha avuto infatti evidenti ripercussioni nell’erogazione dei crediti che hanno a loro volta ritardato e bloccato alcune operazioni.
Le discussioni tra Roma e Bruxelles riguardanti la legge di bilancio avevano inoltre innescato un cambio delle aspettative per gli operatori esteri che ad oggi risultano ancora il motore di tale settore in Italia.

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ISTAT: in decremento il numero di nuove abitazioni nel II trimestre 2018, con lieve incremento delle superfici

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Nel secondo trimestre del 2018 si stima che i permessi di costruire relativi al comparto residenziale registrino, al netto della stagionalità, una diminuzione congiunturale del 2,0% per il numero di abitazioni e un lieve incremento per la superficie utile abitabile (+0,4%).

La superficie in fabbricati non residenziali cala in misura rilevante (-18,6%), confrontandosi tuttavia con il livello destagionalizzato particolarmente elevato raggiunto nel primo trimestre dello scorso anno.

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OMI: numero di compravendite del mercato “non residenziale” in crescita anche nel 2017

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Il mercato immobiliare non residenziale continua il suo periodo di espansione.
Per il secondo anno consecutivo, nel 2017 la crescita riguarda tutti e tre i comparti: il mercato degli uffici cresce del 6,5%, quello di negozi e laboratori del 6,9% e quello produttivo del 7,6%.
Lieve flessione per i contratti di leasing, che però aumentano del 7,2% nel primo quadrimestre 2018.

È quanto emerge dal Rapporto Immobiliare non residenziale presentato oggi e realizzato dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, a cui ha collaborato Assilea, l’Associazione Italiana Leasing, sul tema della dinamica del leasing immobiliare.

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