DDL Concorrenza: il deposito del prezzo al Notaio

È da poco stata approvata dal Senato la legge annuale per il mercato e la concorrenza, fino ad ora meglio conosciuta come “DDL Concorrenza” (disegno di legge S. 2085-B).
Lo stesso disegno di legge contiene, tra l’altro, il rilevante istituto del cosiddetto “deposito prezzo” da effettuarsi a mani del notaio incaricato di redigere l’atto definitivo di compravendita.

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Presentato il primo Rapporto Dati Statistici Notarili (DSN) 2016

Nel 2016 sul totale delle compravendite di fabbricati analizzate pari a 632.513, circa il 50% hanno riguardato abitazioni con richiesta di agevolazioni prima casa.
Di tali compravendite, solo circa il 3% dei fabbricati sono stati trasferiti in nuda proprietà e la concessione del diritto di usufrutto ha riguardato l’1,4%.

Questa una delle risultanze del primo Rapporto Dati Statistici Notarili (DSN) relativo alle compravendite di beni mobili e immobili, mutui, donazioni, imprese e società dell’anno 2016, presentato oggi a Roma.

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Acquisto di Immobili residenziali: i requisiti per usufruire della detrazione IVA del 50%

La legge di stabilità 2016 (art. 1, comma 56, l. 28 dicembre 2015, n. 208) prevede una nuova detrazione Irpef, pari al 50% dell’Iva corrisposta relativa agli acquisti, effettuati entro il 31 dicembre 2016, di unità immobiliari residenziali, di classe energetica A o B, cedute dalle imprese costruttrici.
In un recente studio, il Notariato analizza quali sono i presupposti per poter accedere al beneficio: dalle condizioni dei soggetti (tanto acquirenti come imprese), alle caratteristiche degli immobili, fino alla descrizione del meccanismo per poterne usufruire.

Caratteristiche dell’acquirente e del venditore:
La detrazione è riservata alle persone fisiche soggette ad Irpef, a condizione che l’impresa cedente abbia costruito le unità immobiliari oggetto di trasferimento.

Caratteristiche degli immobili:
Deve trattarsi di unità immobiliari di tipo residenziale, non sono previste esclusioni per gli immobili di lusso, la classe energetica deve essere di tipo A o B ed è irrilevante se l’immobile sia o meno utilizzato quale abitazione principale.
Il beneficio spetta anche per le “seconde case” a disposizione nello stesso Comune in cui dimora il proprietario, ovvero in località turistiche.

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“Rent to buy” e “Leasing abitativo”: affinità e differenze

Nell’incessante ricerca di strumenti giuridici che contribuiscano ad uscire dalla grave crisi in cui versa il settore immobiliare da ormai troppi anni, il nostro legislatore ha “lanciato” di recente due Istituti che a prima vista paiono così affini da sembrare assimilabili:
– il “Rent to buy“, disciplinato dall’art. 23 del D.L. n. 133/2014, convertito in L. n. 169/2014
– il “Leasing immobiliare” abitativo, istituto introdotto dalla recentissima Legge di Stabilità, n. 208/2015, commi dal 76 all’84 dell’art. 1.

Ma ad uno sguardo più attento le differenze, strutturali e di disciplina, tra le due figure, sono sicuramente più marcate delle affinità, pur esistenti.

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APE: attenzione alle nuove normative

Il nuovo Attestato di Prestazione Energetica produce conseguenze importanti non solo nelle procedure di valutazione dell’immobile ma anche nella fase della compravendita.
Rispetto al passato cambia totalmente la procedura per la registrazione e consegna dell’Ape.

Prima l’attestato veniva consegnato al richiedente, il quale poi doveva trasmetterlo alla Regione (o Provincia autonoma).
Ora è il contrario.

L’Attestato di prestazione energetica va trasmesso prima alla Regione o Provincia autonoma, in forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio, e solo dopo – entro i successi quindici giorni il certificatore consegna una copia dell’attestato al richiedente.

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Rent to buy: le 10 cose da sapere

1. Cos’è il contratto di Rent to buy?
È un nuovo tipo di contratto in cui si fondono un contratto di locazione e un preliminare di vendita di un immobile. Significa che il proprietario consegna fin da subito l’immobile al “conduttore-futuro acquirente”, il quale paga il canone; dopo un certo periodo di tempo il conduttore può decidere se acquistare il bene, detraendo dal prezzo una parte dei canoni pagati.

Esempio: Si consideri la vendita di un appartamento per il prezzo di 100.000 Euro.
Il canone mensile è convenuto in 1.000 euro mensili. Una parte di questo prezzo – ad esempio 500 Euro – viene dato per il godimento del bene, come se fosse un normale affitto. E questa parte si “perde”, proprio come in una normale locazione.
Il residuo, cioè i 500 Euro mancanti, si imputano al prezzo (cioè sono come un acconto sul prezzo di vendita), per cui hanno come effetto quello di ridurre il prezzo finale di vendita. Se dopo 5 anni il conduttore deciderà di acquistare il bene non dovrà pagare 100.000 euro, ma 70.000 euro, perché 30.000 sono già stati pagati con parte dei canoni.

2. Il conduttore è obbligato a comprare la casa dopo il periodo di “affitto”? Entro quale termine potrà decidere di acquistarla?

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