Borsa Immobiliare di Roma: indagine 2018 sulle Famiglie romane e il Mercato immobiliare

A Roma, nel biennio 2016-2017, il 7% delle famiglie ha acquistato un’abitazione, un valore superiore alla media delle sei grandi città (Roma, Milano, Torino, Genova, Napoli e Palermo) che è del 6,7%.

Questo è uno dei dati salienti emersi dall’Indagine annuale della Borsa Immobiliare di Roma, presente nell’apposito capitolo dedicato all’Osservatorio Immobiliare in cui si analizzano i principali dati relativi al mercato di riferimento.

Acquisti effettuati:
Per quanto concerne l’utilizzo dell’immobile acquistato, al primo posto si trova l’acquisto dell’abitazione principale (87,5%); al secondo posto vi sono coloro che hanno acquistato una casa per investimento (4,8%); al terzo posto si trova chi ha acquistato una casa per le vacanze o per parenti prossimi, a parità di punteggio (3,8%).
Rispetto alle altre cinque grandi città e ai 54 Comuni analizzati nell’Indagine Tecnoborsa 2018, Roma è sopra la media per l’acquisto di abitazioni principali, è in linea per le case per investimento, mentre è sotto la media per tutte le altre seconde case.
Riguardo la superficie, il taglio più richiesto a Roma è quello compreso fra i 71 e i 100 mq (30%), seguita dai 36-70 mq (24%), i 101-140 mq (22,1%), i tagli piccoli fino a 35 mq (12,5%) e, infine, i tagli grandi oltre i 140 mq (10,6%).
Roma si colloca al di sopra della media per i tagli fino a 35 mq e dai 101 mq in poi, mentre è sotto la media per le altre due classi. Circa lo stato dell’immobile, le abitazioni più acquistate sono state quelle ristrutturate (32,7%), seguite da quelle abitabili (26%), quelle nuove (25%), infine quelle da ristrutturare (16,3%).
Roma è decisamente sopra la media per l’acquisto di case nuove e da ristrutturare, mentre si trova sotto la media per le altre due tipologie.

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Indagine Tecnoborsa 2018: le famiglie romane e il mercato immobiliare

Dal 2009 il Centro Studi sull’Economia Immobiliare di Tecnoborsa ha iniziato a elaborare un’analisi mirata su un campione rappresentativo di 800 famiglie romane per esaminarne le scelte, gli atteggiamenti e le motivazioni nei confronti del mercato immobiliare, tenendo conto delle compravendite, delle locazioni e dell’accesso ai mutui effettuati nel corso degli anni e con una finestra previsionale.
Si è ritenuto, infatti, che la Capitale – rispetto alle altre grandi città italiane – abbia un andamento immobiliare che meriti un approfondimento specifico.

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BANCA D’ITALIA – Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni: più sconto, più vendite, moderato ottimismo

Secondo i risultati dell’indagine congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia, condotto dalla Banca d’Italia in collaborazione con Tecnoborsa e l’Agenzia delle Entrate – dal 2 al 31 gennaio 2018 presso 1.530 agenzie immobiliari – nel quarto trimestre del 2017 la quota di operatori che segnalano pressioni al ribasso sulle quotazioni degli immobili è tornata ad aumentare.

Nel confronto con la precedente rilevazione, tuttavia, si sono rafforzati i segnali di miglioramento della domanda: il numero di agenzie che hanno intermediato almeno un immobile è aumentato e le giacenze degli incarichi a vendere sono diminuite.

I finanziamenti tramite mutui ipotecari hanno continuato a coprire una quota assai ampia delle compravendite, intorno all’80%. Anche il rapporto fra prestito e valore dell’immobile è rimasto su valori elevati, superiori al 70%.

La quota di agenti immobiliari che ascrivono alle difficoltà di ottenere un mutuo la causa della cessazione degli incarichi a vendere, è scesa sul livello minimo dall’avvio del sondaggio nel 2009.

Le attese degli operatori sulle prospettive del mercato degli immobili sono rimaste favorevoli, su un orizzonte sia di breve sia di medio termine.

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Roma: nel biennio 2015-2016 preferenza per gli appartamenti ristrutturati o nuovi e con terrazzo o balcone

Nell’ultima indagine Tecnoborsa (Organizzazione del Sistema delle Camere Di Commercio per lo Sviluppo e la Regolazione del Mercato Immobiliare) del 2017, sul mercato immobiliare di Roma, si evidenziano gli interessanti dati che di seguito riportiamo:

Acquisti effettuati:
“A Roma, nel biennio 2015-2016, il 6,3% ha acquistato un’abitazione.
Un valore superiore alla media delle sei grandi città (Roma, Milano, Torino, Genova, Napoli e Palermo) che è del 5,7%”.
Per quanto concerne l’utilizzo dell’immobile acquistato, al primo posto si trova l’acquisto dell’abitazione principale (87,7%); al secondo posto vi sono coloro che hanno acquistato una casa per le vacanze (7,7%); al terzo posto si trova chi ha acquistato per effettuare un investimento (3,1%); infine, vi sono coloro che hanno acquistato una seconda casa per parenti prossimi (1,5%).

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Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia nel 1° trimestre 2017

Secondo i risultati dell’indagine congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia condotta dal 27 marzo al 28 aprile 2017 presso 1.413 agenzie immobiliari, nel primo trimestre del 2017 la quota di operatori che segnala pressioni al ribasso sulle quotazioni immobiliari, pur in lieve aumento rispetto al trimestre precedente, rimane ampiamente al di sotto di quella dello stesso periodo del 2016.

Sono ulteriormente migliorate le condizioni della domanda: i potenziali acquirenti e gli incarichi a vendere sono aumentati; i tempi di vendita si sono ridotti.

Resta prevalente la quota di acquisti finanziati da mutui, che continuano a coprire oltre il 70% del valore dell’immobile.

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Mercato immobiliare di Roma: necessari 318 giorni per vendere un immobile nel 2016

L’Osservatorio della Borsa Immobiliare di Roma presenta una sezione specifica in cui vengono analizzate le principali informazioni, fornite dagli Agenti Accreditati Bir, sugli immobili transati dagli stessi nel corso di tutto il 2016.
Ne riportiamo le principali risultanze.

Tempi di collocamento: da un’analisi della serie storica dei tempi di collocamento per tipo di transazione in tutta l’area sin qui presa in considerazione – dal 2004 al 2016 – si è evidenziato che, se nel 2004 bastavano 100 giorni per vendere un bene, nel 2016 ne sono occorsi 318, dato che ha raggiunto il suo massimo storico superando anche i 265 giorni del 2014.
Anche per quanto riguarda le locazioni si è registrato un incremento nel periodo in esame: 101 giorni nel 2004 contro i 174 del 2016, valore che è sceso rispetto al 2014 ma è salito rispetto al 2015.

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