La rendita del mattone è stata migliore di Piazza Affari, tra il 2010 e il 2016

Comparazione-rendimento-investimenti-in-Immobili-o-Titoli-azionari
L’Italia è uno di quei Paesi nei quali il possesso della casa è fondamentale, al punto che il patrimonio abitativo vale quasi quattro volte l’intera economia del Paese: 6mila miliardi di Euro.
Una cifra monstre se confrontata a un debito pubblico di circa 2.300 miliardi e un’economia complessiva di 1.700 miliardi di Euro.

L’ultima edizione de “Gli immobili in Italia” (pubblicazione biennale dell’Agenzia delle entrate, realizzata insieme al Mef) mostra che il 75,2% delle famiglie italiane risiede in una casa di proprietà, che l’abitazione media misura 117 metri quadrati e vale circa 162.000 Euro (1.385 Euro/mq).

Secondo l’Economist “l’ossessione per comprare casa è una delle rovine dell’economie occidentali”.
Per il settimanale inglese, la combinazione di poche case e prezzi alti ha da un lato depauperato l’investimento di chi comprava e, dall’altro, impoverito chi non ha potuto comprare.
Nella scelta di dover pagare affitti altissimi o vivere lontano dai centri migliori per istruzione e lavoro, generando di fatto un’ulteriore scarsa crescita.

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Indagine Fimaa-Confcommercio: compravendite residenziali +4,3% e prezzi ancora in leggero calo, con previsioni di stabiltà nel 2020

Crescono in media del 4,3%, nel 2019, il numero delle compravendite immobiliari residenziali nelle città italiane capoluogo di provincia e relativi comuni minori, rispetto al 2018.

L’andamento di compravendite e prezzi degli immobili, però, non va ancora di pari passo: il dato medio nazionale segna un leggero calo dello 0,4% con valori comunque orientati verso la stabilità.

Nello specifico, i capoluoghi di provincia medi (popolazione tra i 100.000 e 300.000 abitanti) segnano la migliore performance per quanto riguarda gli scambi (+4,8%), seguiti dai capoluoghi grandi popolazione più di 300.000 abitanti) e da quelli piccoli (popolazione inferiore ai 100.000 abitanti) rispettivamente con il +4,1%.
Nel Nord Italia, il numero medio delle compravendite registra quasi un +5%, rispetto al 2018.

La quota media di scambi di appartamenti nuovi sul totale è pari ad appena il 6% del totale delle vendite.
Nel 2019, in termini medi, la quota maggiore di appartamenti nuovi compravenduti sul totale delle vendite si realizza nel Centro Italia (6,9%) e riguarda i capoluoghi di provincia medi (con popolazione tra i 100.000 e 300.000 abitanti).

Città-capoluogo-di-Provincia-Quota-percentuale-di-vendite-di-appartamenti-nuovi-sul-totale

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ISTAT | terzo trimestre 2019: prezzi delle abitazioni in aumento tendenziale del +0,4%, in diminuzione del 16,3% rispetto al 2010

ISTAT INDICI DEI PREZZI DELLE ABITAZIONI NUOVE ED ESISTENTI (IPAB)-dal 2010 al2019
Secondo le stime preliminari, nel terzo trimestre 2019 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, diminuisce dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e aumenta dello 0,4% nei confronti dello stesso periodo del 2018 (era -0,1% nel secondo trimestre 2019).

L’aumento tendenziale dell’IPAB, il primo dal quarto trimestre 2016, è da attribuirsi soprattutto ai prezzi delle abitazioni nuove che accelerano, su base tendenziale, passando da +0,5% del secondo trimestre a +1,3% del terzo trimestre.
Anche i prezzi delle abitazioni esistenti, dopo dieci trimestri di cali consecutivi, registrano una lieve variazione positiva pari a +0,1% (era -0,4% nel trimestre precedente).

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ISTAT: l’andamento dei prezzi delle abitazioni a Roma, nel II trimestre del 2019

Istat-INDICI-DEI-PREZZI-DELLE-ABITAZIONI-NUOVE-ED-ESISTENTI-PER-ROMA-MILANO-TORINO
Analizzando gli andamenti dei prezzi a Roma nel secondo trimestre del 2019, si evidenzia una marcata flessione del -2,8% su base tendenziale, anche se meno ampia rispetto al -4,9% del trimestre precedente.

Diverso l’andamento congiunturale, che vede invece un aumento del +3,0% rispetto al trimestre precedente.

Questo andamento è attribuibile sia ai prezzi delle abitazioni esistenti sia a quelli delle abitazioni nuove, che diminuiscono rispettivamente del 3,4% (+3,0% su base congiunturale) e dello 0,1% (+1,5% rispetto al primo trimestre).

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ISTAT – Abitazioni: flessione dei prezzi tendenziale (-0,2%), ma aumento congiunturale (+1,3%) nel II trimestre del 2019

ISTAT-INDICI-DEI-PREZZI-DELLE-ABITAZIONI-NUOVE-ED-ESISTENTI-(IPAB)-I-trimestre-2010---II-trimestre-2019
Secondo le stime preliminari, nel secondo trimestre 2019 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, aumenta dell’1,3% rispetto al trimestre precedente e diminuisce dello 0,2% nei confronti dello stesso periodo del 2018 (era -0,9% nel primo trimestre 2019).

La lieve flessione tendenziale dell’IPAB è da attribuire unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, che registrano una variazione negativa pari a -0,4%, in attenuazione dal -1,3% del trimestre precedente.
I prezzi delle abitazioni nuove, invece, aumentano su base tendenziale dello 0,1% rallentando, quindi, rispetto al +1,5% del primo trimestre del 2019.

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EUROSTAT: prezzi in aumento in Europa nel II trimestre del 2019, con l’unica eccezione dell’Italia

Eurostat - prezzi delle Casa in Europa nel secondo trimestre 2019
I prezzi delle case sono aumentati del 4,2% nel secondo trimestre del 2019 rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, sia nell’area dell’Euro che nell’Unione Europea, mentre sono diminuiti in Italia (-0,2%).
Queste cifre provengono da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea.

Eurostat---variazioni-tendenziali-e-congiunturali-dei-prezzi
Rispetto al primo trimestre del 2019, invece, i prezzi delle case sono aumentati dell’1,7% nell’area dell’Euro e dell’1,6% nell’UE.

Tra gli Stati membri per i quali sono disponibili i dati, i maggiori aumenti annuali dei prezzi delle case sono stati registrati in Ungheria (+14,0%), Lussemburgo (+11,4%), Croazia (+10,4%) e Portogallo (+10,1%)..

Rispetto al trimestre precedente, gli aumenti più alti sono stati registrati in Lettonia (+5,6%), Lussemburgo (+5,1%) e Cipro (+4,2%).


Fonte: Eurostat – 7 ottobre 2019